Brandon Brown aveva appena vinto la sua prima gara NASCAR al Talladega Superspeedway in Alabama, e la folla gridava qualcosa dietro di lui.  “Li senti i cori della folla?”, ha detto la giornalista della NBC Sports Kelli Stavast, “Forza Brandon!”.  E fin lì tutto bene a parte il fatto che  la folla non stava affatto gridando “Let’s go Brandon“.  Stava gridando “Fuck Joe Biden!”.

Questo è stato solo un mese fa.  Da allora “Let’s go Brandon” è diventato una frase letteralmente virale , poche parole di apparentemente ad indicare un innocente incoraggiamento che in realtà nascondono un insulto vero e proprio rivolto direttamente al presidente.

Gli avversari di Biden lo adorano.  Il repubblicano della Carolina del Sud Jeff Duncan ha sfoggiato una maschera con su scritto “Let’s go Brandon” mentre era al Campidoglio, mentre il senatore del Texas Ted Cruz è stato sorpreso in posa con un cartello “Let’s go Brandon” alle World Series.  Quando Biden ha fatto visita a un cantiere a Chicago per spingere il suo mandato per test o vaccinazione, è stato accolto con la stessa frase.  Il tormentone è stato persino messo in musica: il singolo che doveva segnare il ritorno di Adele è stato alla fine spodestato dal primo posto nella classifica di iTunes da“Let’s Go Brandon” del rapper Bryson Gray.  Le tre magiche parole sono davvero ovunque.  La scorsa settimana, un pilota della Southwest Airlines ha persino firmato il suo indirizzo di passeggero con un “Let’s go Brandon”.  Quando ti viene detto di controllare se hai preso tutte le tue cose sicuramente lo fai con un sorriso in più.

La popolarità del meme non è difficile da capire, specialmente tra i sostenitori di Trump a lungo demonizzati.  In primo luogo, fornisce una presa in giro di quel “Fuck Trump” infinito, acclamato e urlato a gran voce che ha accompagnato gran parte del tempo in carica del precedente presidente.  In secondo luogo, è emerso da quello che sembrava un fin troppo tipico tentativo dei media mainstream di eliminare qualsiasi critica al nostro Salvatore Joe Biden.  E in terzo luogo, i liberali lo trovano davvero, davvero fastidioso.  Di conseguenza, il meme “Let’s go Brandon” ha provocato una raffica di critiche sfrontate dal mainstream liberale.  L’Associated Press ha trattato la frase come se capirla richiedesse un dottorato di ricerca in ermeneutica della sottocultura di destra, definendola “codice conservatore per qualcosa di molto più volgare” e ritenendola una vera e propria “calunnia”.  Dana Milbank, in un articolo sul Washington Post, afferma che mentre “metà dei leader americani cercano di governare… l’altra metà lancia volgarità”.  Un altro commento afferma che coloro che utilizzano la frase stanno di fatto “armando la volgare disumanizzazione del nostro intero esperimento democratico – con la d minuscola “.  Ma si sentono quando dicono queste cose? Stanno parlando di un po’ di slang in rima accidentale, non di una chiamata alle armi di estrema destra.

Inoltre, dove erano esattamente tutti questi autoproclamati guardiani della civiltà durante il fragile mandato di Trump?  Il presidente Trump ha avuto l’onore di sentire il loro “Fuck Trump” per ogni singolo giorno dei suoi quattro anni al potere.  Nessuna protesta anti-Trump era completa senza un saluto di quattro lettere a “The Donald”.  A quei tempi, ai liberali ben pensanti queste roba andava benissimo. Ai Tony Awards del 2018, Robert De Niro ha annunciato in modo memorabile: “Dirò una cosa.  Fanculo Trump.’ Ha ricevuto una standing ovation.  Eppure, quando i politici repubblicani o anche un pilota di linea dicono “LETS go Brandon”, vengono trattati come se rappresentassero una reale minaccia per il corpo politico.  L’analista politico della CNN Asha Rangappa è arrivata al punto di paragonare l’approvazione del pilota a qualcuno che afferma “Lunga vita all’ISIS”.  Questo commentatore di spicco sembra lottare con la distinzione tra essere scortese nei confronti di Joe Biden e giurare fedeltà allo Stato Islamico, tra una innocua esternazione giovanile e un gesto politico a sostegno di un regime genocida.

Questo non dovrebbe essere difficile da capire.  Un linguaggio offensivo e maleducato è parte integrante del discorso politico.  Ha il suo posto.  Certo, insultare i politici non farà avanzare il dibattito politico, ma di certo non lo farà nemmeno finire.

Il fan club di Biden ha davvero bisogno di darsi una svegliata.

da Spiked Online, di Tim Black – traduzione di Martina Giuntoli

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