Si snoda per ormai 70 chilometri  su vari percorsi, e conta circa 50mila camion, la carovana senza precedenti che sta percorrendo le strade del Canada in direzione Ottawa. L’iniziativa, convocata in risposta all’obbligo vaccinale transfrontaliero tra Canada e Stati Uniti, sta raccogliendo milioni di dollari nonché l’entusiasmo dell’intero Paese che sostiene i camionisti e li applaude lungo le strade. Ecco un articolo del Vancouver Sun che riassume quanto accade.

I camionisti sono partiti domenica da Metro Vancouver e Northern BC unendosi ad un convoglio che attraversa il paese verso Ottawa per protestare contro l’ordine federale di vaccinazione obbligatoria per i camionisti. Il convoglio di protesta è iniziato quando il Canada si è unito agli Stati Uniti nell’obbligo vaccinale per il COVID-19 per i camionisti frontalieri con obbligo anche di pass vaccinale da esibire al confine.  Le restrizioni statunitensi, che si applicano anche al confine tra Stati Uniti e Messico, si applicano a tutte le persone non statunitensi che viaggiano per motivi sia essenziali che non essenziali. In precedenza, i conducenti di camion erano stati esentati come fornitori di servizi essenziali.

Il 15 gennaio, il Canada ha iniziato a richiedere ai camionisti americani l’obbligo vaccinale e ai camionisti canadesi non vaccinati di stare in quarantena per 14 giorni.

Il fatto che la vaccinazione sia richiesta sia da Ottawa che da Washington non sta scoraggiando nessun camionista del British Columbia dal protestare. “Se il Canada smette di richiedere l’obbligo vaccinale, gli Stati Uniti lasceranno entrare i camionisti non vaccinati e noi li lasceremo tornare a casa“, ha detto Sean Tiessen, un autista di Grand Forks che guida autocarri da 23 anni.

Egli quest’anno non ha potuto  iniziare il suo lavoro invernale di trasporto di legname oltre confine proprio a causa dell’obbligo di vaccino a cui non aveva ottemperato.

“Non credo che sarebbe così difficile per (Stati Uniti e Canada) fare un cambiamento. Sono partner commerciali globali”. Grandi camion si sono radunati presso la bilancia Nordel Way a Delta all’inizio di domenica e nel pomeriggio Sean Tiessen si stava già dirigendo verso Kelowna sperando di raggiungere la sua prima tappa a Calgary.

Altri camionisti si stanno contemporaneamente  dirigendo da Prince George a Calgary, dove Tiessen prevede che il gruppo, che si sta autodefinendo Convoy for Freedom 2022, crescerà di dimensioni. Una pagina GoFundMe creata per aiutare i conducenti a coprire spese come carburante, cibo e alloggio durante i loro viaggi ha raccolto, entro domenica, oltre 2,6 milioni di dollari.(…)

La Canadian Trucking Alliance si è espressa contro il convoglio in una dichiarazione rilasciata 24 ore prima della partenza dei camionisti. Ha detto che la “grande maggioranza” dei camionisti canadesi è vaccinata e che il tasso di immunizzazione è alla pari con quello del resto della popolazione. Tuttavia, “questo regolamento non sta cambiando, quindi, come parte del settore, dobbiamo adattarci e rispettare questo obbligo“, ha affermato il presidente dell’Associazione Stephen Laskowski. In una dichiarazione rilasciata alla stampa, l’associazione dice che “non sostiene e disapprova fortemente qualsiasi protesta su strade pubbliche, autostrade e ponti. CTA ritiene che tali azioni, in particolare quelle che interferiscono con la sicurezza pubblica, non siano il modo in cui dovrebbero essere espressi i disaccordi con le politiche del governo“.

di Joanne Lee Young, traduzione Martina Giuntoli

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