Roger Waters, storico membro e cofondatore dei Pink Floyd, ha pubblicato sul suo profilo Facebook una lettera aperta indirizzata a Olena, moglie del presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Sotto questo articolo introduttivo si trova la nostra traduzione. Le parole del musicista suonano come un vero e proprio appello alla pace, che prende spunto da alcune dichiarazioni rilasciate dalla first lady ucraina alla Bbc in occasione di un’intervista. Waters è di recente finito nella lista del sito web ucraino Myrotvórets che, pur non afferendo ufficialmente al governo, viene notoriamente utilizzato dall’intelligence per tenere un registro dei cosiddetti nemici di Kiev: politici, cronisti, intellettuali e altre personalità accusate di propaganda anti-ucraina o simili. Sul portale compaiono ad esempio anche i nomi dei giornalisti Darya Dugina e Andrea Rocchelli, entrambi scomparsi in circostanze violente. In una recente intervista rilasciata alla Cnn Waters aveva accusato Washington di avere delle responsabilità nella guerra in Ucraina, ridimensionando anche il ruolo storico degli Stati Uniti e sottolineando quello della Russia nella lotta di liberazione del mondo dal nazifascismo durante la Seconda guerra mondiale.

MARTINA GIUNTOLI

Ecco la traduzione della lettera aperta di Roger Waters a Olena Zelenska: 

 

“Hai scambiato un ruolo da comparsa in guerra, per un ruolo da protagonista in gabbia?”
Wish You Were Here

Pink Floyd

Una lettera aperta alla Signora Olena Zelenska da parte di Roger Waters
Domenica, 4 Settembre 2022
Gentile signora Zelenska,
Il mio cuore é devastato per lei e per tutte le famiglie ucraine e russe, distrutte dalla terribile guerra in Ucraina. Mi trovo in questo momento a Kansas City, negli Stati Uniti. Ho appena letto un pezzo sul sito web della Bbc, a quanto pare tratto da un’intervista che lei ha già rilasciato per un programma chiamato “Domenica con Laura Kuenssberg”, e che andrà in onda sulla Bbc oggi, 4 settembre. La Bbc la cita mentre lei dice che “se il sostegno all’Ucraina è forte, la crisi sarà più breve”. Beh, immagino che dipenda da cosa si intende per “sostegno all’Ucraina”. Se per “sostegno all’Ucraina” si intende che l’Occidente continui a fornire armi agli eserciti del governo di Kiev, temo che la sua valutazione sia tragicamente sbagliata.
Gettare benzina, sotto forma di armamenti, sul fuoco, non ha mai funzionato in passato per fermare una guerra, e di certo non funzionerà ora, soprattutto perché, in questo caso, la maggior parte della benzina viene (a) lanciata da Washington Dc, che si trova ad una distanza relativamente sicura dall’incendio, e (b) perché “coloro che la benzina la lanciano” hanno già dichiarato che hanno interesse che la guerra in corso duri il più a lungo possibile.
Spero che noi, e con noi intendo persone come me e lei che vogliono davvero la pace in Ucraina, desideriamo che il risultato non sia combattere fino all’ultima vita ucraina, e forse anche, se le cose si mettono davvero male, fino all’ultima vita umana. Se invece desideriamo un risultato diverso, potremmo dover cercare una strada altrettanto diversa e quella strada potrebbe risiedere nelle buone intenzioni precedentemente dichiarate da suo marito.
Sì, intendo quella piattaforma dove si è così lodevolmente candidato alla carica di presidente dell’Ucraina, la piattaforma sulla quale ha ottenuto la sua storica e schiacciante vittoria alle elezioni democratiche del 2019.
Egli si è presentato agli elettori su quella piattaforma con le seguenti promesse:
1. Porre fine alla guerra civile in Oriente e portare la pace nel Donbass, nonché dare una parziale autonomia a Donetsk e Luhansk.
2. E ratificare e attuare il resto del corpo degli accordi di Minsk 2.
A questo punto si può solo presumere che le politiche elettorali di suo marito non trovassero il supporto di alcune fazioni politiche a Kiev e che quelle fazioni abbiano invece convinto suo marito a cambiare diametralmente rotta, finendo per ignorare il mandato popolare.
Purtroppo, egli ha acconsentito in maniera totalitaria e antidemocratica a ignorare la volontà del popolo ucraino, e in questo modo le forze legate al nazionalismo estremo che erano già in agguato, malevole e nell’ombra, da allora hanno governato l’Ucraina.
Da allora hanno anche superato un numero imprecisato di linee rosse che sono state stabilite in modo abbastanza chiaro per un certo numero di anni dai suoi vicini, quelli della Federazione Russa. Di conseguenza loro, i nazionalisti estremi, hanno condotto il suo paese a questo disastroso conflitto.
Mi fermo qui, non proseguirò oltre.
Se sto sbagliando, mi aiuti a comprendere in che senso sbaglio.
Se invece non sto sbagliando, per favore mi aiuti nei miei sforzi onesti a persuadere i nostri leader a fermare il massacro, il massacro che serve solo gli interessi delle classi dirigenti e dei nazionalisti estremi sia qui in Occidente che nel suo bel Paese, a spese di noi gente comune sia qui in Occidente che in Ucraina, e di fatto a spese della gente comune in tutto il mondo.
Non sarebbe forse meglio chiedere l’attuazione delle promesse elettorali di suo marito e porre fine a questa guerra mortale?
Con affetto,
Roger Waters
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