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Notizie8 Agosto 2022

Roger Waters, intervista alla CNN: “Biden sta alimentando la guerra in Ucraina”

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Antonio Albanese analizza l'intervista di Roger Waters alla CNN, evidenziando le sue critiche a Biden sulla guerra in Ucraina. Si discute anche dell'importanza del pensiero libero e della responsabilità degli artisti nel contesto politico.
Punti chiave
  • Roger Waters critica Biden per alimentare la guerra in Ucraina.
  • Waters include Biden nel suo live set di 'criminali di guerra'.
  • Il musicista sottolinea il ruolo della NATO nel conflitto.
  • Waters afferma che Taiwan è parte della Cina dal 1948.
  • L'artista invita a riflettere sul pensiero libero e sulla responsabilità sociale.
L'articolo

Quando gli artisti non hanno bisogno di mance dalla politica.

Si potrebbero usare queste poche parole, una singola frase, per concentrare l’intervento alla CNN di Roger Waters, classe ’43,  musicista, membro storico fondatore, insieme a  Syd Barrett, del visionario gruppo musicale inglese Pink Floyd.

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In un’ intervista condotta dall’editorialista e commentatore Michael Smerconish, in occasione delle due repliche a Philadelphia, il 5 e 6 agosto, del tour “This Is Not A Drill”, Waters ha dimostrato di non volere fare da sponda alla linea politica dell’attuale Presidente Joe Biden,  specialmente riguardo gli affari esteri.

“Biden sta alimentando la guerra in Ucraina. Questo è un crimine enorme. Perché gli Stati Uniti d’America non incoraggiano Zelensky a negoziare, per evitare questa orribile e orrenda guerra?” Water ha infatti incluso il Presidente americano nel montaggio del suo live set  “criminali di guerra”.

“Stai ribaltando le cose, incolpando la parte che è stato invasa” controbatte l’intervistatore, seguendo pari pari, il solito sbrigativo e semplicistico copione, che riduce tutto alla superficiale dicotomia aggredito – aggressore, ulteriormente semplificata in buoni – cattivi. E’ una strategia monotona, ma molto cara al mainstream più frivolo.

Ma con Waters non attacca: “Quello che devi fare è guardare la storia per dire quando è iniziata questa guerra. Si potrebbe dire che è iniziata nel 2008,  e riguarda l’azione e la reazione della NATO che si spinge fino al confine con la Russia, cosa che hanno promesso che non l’avrebbero fatto quando  Gorbaciov ha negoziato il ritiro dell’URSS dall’intera Europa orientale”.

“Quindi metti in dubbio il ruolo degli Stati Uniti quali liberatori?” domanda il giornalista. “Non avete alcun ruolo di liberatori” taglia corto Waters “Durante la Seconda Guerra Mondiale siete entrati nel conflitto solo a causa di Pearl Harbor. Eravate isolazionisti fino a quel giorno. Ventitré milioni di russi sono morti, proteggendo me e te dalla minaccia nazista”.

“Prova ad immaginare che cosa farebbero gli Stati Uniti se i cinesi mettessero missili nucleari in Messico e Canada”, chiede provocatoriamente il musicista. “Mentre parliamo la Cina è troppo occupata a circondare Taiwan”, risponde Smerconish. Ma anche su questo argomento Roger Waters dimostra di sapere essere al di sopra del livello di “chiacchiere e gazzosa” e di conoscere bene la storia.

“Taiwan fa parte della Cina, ed è accettato da tutta la comunità internazionale fin dal 1948. E se non lo sai, vai a leggere. Non leggi abbastanza!”

Colpito ed affondato. Scacco matto. Il giornalista cerca di abbassare i toni, di rifugiarsi dietro frasi di circostanza, ma Waters, infierisce accusando  il giornalista di fare propaganda “Non puoi parlare di Taiwan e di diritti umani se non hai letto abbastanza”.

All’inizio di ogni spettacolo del  suo tour , l’ex- Pink Floyd proietta a schermo un messaggio:  “Se sei una di quelle persone ‘Amo i Pink Floyd, ma non sopporto la politica di Roger’, potresti fai bene a stare al bar in questo momento. Grazie, e per favore, goditi lo spettacolo”.

Un modo per essere chiari. “Scrivo canzoni dal 1965, quindi gli spettatori sanno qual è la mia politica e capiscono dov’è il mio cuore, dovrebbero sapere perché sono lì”.

Questi brevi stralci di una lunga, ma importante intervista, ad un uomo, un artista, da sempre schierato su posizioni pacifiste, che non ha bisogno di strizzare l’occhio al potere, riportati solo per dimostrare che un uomo libero non è ricattabile dal sistema.

Il pensiero libero di chi fa arte, costituisce  un serbatoio di valore immenso per la società, ma per farlo serve  che gli intellettuali abbiano il coraggio di infrangere i luoghi comuni, offrire un punto di vista alternativo.

Il successo non dovrebbe mai giungere vendendosi a suggestioni e ad una superficiale fama mediatica in cambio facili guadagni, alla pari di mercenari, poiché in questo caso il pensiero non avrebbe come base un patrimonio di conoscenza e ricerca, restituendo un falso, un assist perfetto al tornaconto del potere .

ANTONIO ALBANESE

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