“La battaglia contro la realtà”. Così i Monty Python stigmatizzarono già nel 1979 l’idea di gender fluid in una memorabile scena di “Brian di Nazareth”. “Non ti sto opprimendo – dice John Cleese al suo compagn* di lotta che vuole diventare donna e avere figli – è che tu non hai l’utero dove si deve sviluppare il feto. Dove lo vuoi tenere, in un barattolo?”. All’epoca il film fece scalpore perché si prendeva gioco della religione. Oggi farebbe scalpore solo per questa scena.

E già, perché nella stessa Gran Bretagna dove i Monty Python girarono questa scena, si sta davvero ingaggiando la battaglia contro la realtà. I medici inglesi sono arrivati a dare le linee guida per gli “uomini che partoriscono”. Avete letto bene. D’altronde perché stupirsi di questo. Accade nel Paese dove J.K. Rowling è stata minacciata di morte solo per aver detto che solo le donne hanno il ciclo mestruale (e l’unica voce che si è levata in sua difesa è stata proprio quella del Monty Python John Cleese).

Il linguaggio deve essere più “inclusivo” ma il guaio è che la biologia non è inclusiva. E allora come la mettiamo. Ed ecco che arriva l’allattamento al petto (e non al seno) e parto cesareo.

Parto cesareo? Riprendiamo i Monty Python “è che tu non hai l’utero dove si deve sviluppare il feto” da dove lo tira fuori, da un barattolo? Perché nel capitolo dedicato al parto degli uomini trans (cioè uomini nati biologicamente come donne) si ricorda che “mentre alcuni preferiscono fortemente un parto vaginale come esperienza emotivamente significativa, altri desiderano la disconnessione con il processo ed esprimono una preferenza per il parto cesareo”. Quindi hai l’utero e sei ancora una donna anche se ti senti uomo? Semplicemente dai ragione a J.K. Rowling oramai vittima di una vera caccia alle streghe.

Passerà anche questo. Qui non si tratta dei diritti degli omosessuali, che sono attratti da persone dello stesso sesso ma non mettono certo in dubbio il loro sesso biologico, che non credo che Oscar Wilde, Pier Paolo Pasolini, Alan Turing e Freddie Mercury abbiano mai messo in dubbio di essere di sesso maschile. Qui si tratta di andare contro la biologia: è una “battaglia contro la realtà” come diceva John Cleese in “Brian di Nazareth”.

Che gli omosessuali abbiano il diritto di avere la libertà di poter far qualcosa nella loro stanza privata è sacrosanto. Che i transgender vadano aiutati psicologicamente e non discriminati è altrettanto sacrosanto. Ma non si può andare contro la biologia e uniformare il linguaggio a a cose che non ci sono, che non esistono.,

“Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate” scriveva profeticamente il grande Gilbert Keith Chesterton. Ci siamo arrivati, perché viviamo in un tempo che si riempie la bocca della parola “scienza” ma crede in superstizioni anti-scientifiche

ANDREA SARTORI

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