Harry Potter e il demone della morte: qualcuno scriverà “Je suis J.K.Rowling”?

L’ultimo tweet di J.K. Rowling, la mamma di Harry Potter, fa capire fin dove è arrivato il fondamentalismo LGTB. La popolare scrittrice britannica ha scritto come tre popolari attori e attivisti LGTB si sono fatti un bel selfie dinanzi a casa sua, assicurandosi che l’indirizzo fosse ben visibile. Di fatto una minaccia per dire: sappiamo dove sei, ti veniamo a prendere.

Questa roba non ricorda per nulla le battaglie per i diritti civili, ma richiama alla mente la fatwa che l’ayatollah Khomeini lanciò su Salman Rushdie. Ricorda Charlie Hebdo. Ricorda quella roba lì.

La scrittrice, femminista e di sinistra, è stata presa di mira da quando scrisse un tweet in cui disse semplicemente che solo le donne hanno le mestruazioni. Che sembra una cosa elementare ma, come scrisse Chesterton, verrà un tempo in cui spade saranno sguainate per dire che le foglie sono verdi d’estate. Da quel momento la Rowling è stata ripudiata persino dagli attori che hanno recitato nella saga cinematografica tratta dai libri di Harry Potter che senza di lei sarebbero rimasti delle persone qualunque. L’unico a prendere apertamente le difese è stato l’ex Monty Python John Cleese, finendo pure lui nel tritacarne mediatico (ma i Monty Python furono profetici, sfottendo il politically correct con un anticipo di ben quarant’anni).

Ora siamo passati alle vere e proprie minacce. La creatrice del mondo di Harry Potter ha detto comunque che non si lascerà intimidire, ma questo tipo di minacce degne degli ayatollah iraniani non ci stupiscono. La questione LGTB sta prendendo pieghe pericolose anche da segni apparentemente innocui. Ad esempio l’estensione di Chrome “Shinigami Eyes”. Di cosa si tratta? Si tratta appunto di un’app che marchia di rosso i presunti omofobi su internet. Scaricandola su cellulare tu puoi vedere su computer chi è nella lista nera degli omofobi, perché il suo nome diventa rosso.

Allora, già la cosa in sé è di una gravità sconcertante. Diventa peggio se poi si sa cosa significa “occhio di Shinigami”: lo Shinigami è un demone della morte giapponese popolarizzato nel manga Death Note dove gli Shinigami prendono nota di coloro che devono morire.

Perché dare ad un’applicazione il nome di un dio della morte? La cosa è estremamente inquietante. Il sottoscritto, per curiosità, ha scaricato l’applicazione per vedere chi è marchiato con la lettera scarlatta. Ovviamente sono marchiati J.K. Rowling e John Cleese. Ma anche tutto ciò che riguarda la Chiesa Cattolica. Diversi politici di destra italiani e internazionali, quali Trump, Putin e Salvini. Ma anche personaggi pubblici che non ci risultano particolarmente omofobi come Diego Fusaro o Vittorio Sgarbi. Evidentemente la scusa dell’omofobia serve anche a mettere nelle liste di proscrizione personaggi considerati scomodi a prescindere. Ah, anche persone comuni possono finire marchiate di rosso, e tra quelle c’é il profilo Facebook del sottoscritto.

Per questo le minacce a J.K. Rowling, marchiata a fuoco per aver detto una banalità, ovvero che solo le donne hanno le mestruazioni, non ci stupiscono per niente ed eravamo praticamente certi che gli Shinigami sarebbero arrivati a colpire anche al di fuori del mondo virtuale.

Tutto questo non c’entra coi diritti. Nei famigerati anni ’80 noi si idolatrava Freddie Mercury senza minimamente porsi il problema con chi andasse a letto. Era un grandissimo performer e tanto bastava. Oggi invece, in una sorta di bigottismo capovolto, si mette alla gogna chi quasi certamente non è omofobo per nulla ma semplicemente, come la Rowling (non certo sospettabile di simpatie destrorse) fa affermazioni che coincidono con quella scienza della quale da due anni a questa parte ci si riempie tanto la bocca. E questa scusa viene usata contro coloro che magari non hanno mai toccato l’argomento omosessualità, ma sono scomodi politicamente.

Anni fa divenne di moda l’hashtag #jesuicharlie per condannare il barbaro attacco alla sede di Charlie Hebdo a Parigi. Si parlava di libertà di parola contro il fanatismo religioso. Quanti oggi, cresciuti magari con Harry Potter, si sentono di scrivere #jesuisjkrowling? Quanti vogliono difendere la sua libertà di dire che solo le donne hanno il ciclo che è come dire che le foglie son verdi d’estate?

ANDREA SARTORI

Visione TV

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