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Notizie9 Dicembre 2022

Ingorgo di petroliere in Turchia, altro boomerang Ue

Di ·642 contenuti pubblicati
Ingorgo di petroliere in Turchia, la mossa di Erdogan
Giulia Burgazzi analizza l'ingorgo di petroliere in Turchia, evidenziando le nuove regole assicurative imposte dal governo turco. Si discute anche delle implicazioni per i rifornimenti petroliferi kazaki verso l'Europa e della posizione di mediazione della Turchia nel conflitto tra Russia e Occidente.
Punti chiave
  • Ingorgo di 26 petroliere cariche di petrolio kazako in Turchia.
  • Nuove regole assicurative turche bloccano il transito negli stretti.
  • Tetto di prezzo europeo sul petrolio russo influisce sui rifornimenti.
  • Solo una petroliera, 'Vladimir Tikhonov', ha attraversato gli stretti.
  • Turchia cerca di evitare danni in caso di sversamenti di petrolio.
L'articolo

Non per nulla esiste l’aggettivo “levantino”. Un enorme ingorgo di petroliere dirette verso l’Europa e cariche di petrolio del Kazakistan si è creato davanti alle coste della Turchia. Quest’ultima infatti ha introdotto nuove e puntigliose regole assicurative per il trasporto del petrolio parallelamente all’entrata in vigore, all’inizio di questa settimana, del tetto al prezzo del petrolio russo deciso dall’Unione europea e dal G7.

Risultato: le petroliere non passano più dagli stretti dei Dardanelli e del Bosforo. Per ora, a quanto si sa, l’unica che è riuscita a transitare porta un nome russo. Si prevede che fra non molto cominceranno a farsi sentire in Europa gli effetti dei rifornimenti petroliferi kazaki consegnati al rallentatore.

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La Turchia ha il grande merito di essere riuscita a ritagliarsi uno spazio di terzietà (cioè anche di potenziale mediazione) nel conflitto fra Russia ed Occidente che ruota attorno alla guerra in Ucraina. L’ingorgo di petroliere si inserisce alla perfezione in questa cornice, dato che rispetta il tetto di prezzo al petrolio russo rilanciandolo però come un boomerang contro chi l’ha imposto. Una mossa levantina davvero.

L’ingorgo turco cresce di giorno in giorno. Secondo la testata economica Bloomberg, in questo momento davanti alle coste turche sono bloccate 26 petroliere che trasportano complessivamente 23 milioni di barili di petrolio proveniente dal Kazakistan. Vengono dal Mar Nero e sono dirette verso il Mediterraneo ed eventualmente l’oceano Atlantico. Però non riescono ad attraversare gli stretti turchi.

Il petrolio del Kazakistan  è arrivato sulle coste del Mar Nero (dove le petroliere lo hanno caricato) tramite un oleodotto che sbocca in territorio russo. La Turchia vuole essere certa di non ritrovarsi danneggiata in caso di mancato rispetto del tetto di prezzo.

In seguito al tetto, l’Unione europea e i Paesi del G7 vietano alle loro società di assicurazione di fornire servizi alle petroliere che trasportano petrolio russo con un prezzo superiore ai 60 dollari al barile. Per navigare, le petroliere hanno bisogno di certificazioni ed assicurazioni. Altrimenti, in caso di incidente e di sversamento, chi ripaga i danni?

Ebbene, da qualche tempo le autorità turche pretendono da tutte le petroliere che attraversano i Dardanelli e il Bosforo una copertura assicurativa valida in ogni circostanza. In pratica, valida anche in caso di violazione del tetto di prezzo e delle sanzioni imposte dall’Occidente contro la Russia.

Nessuna società di assicurazione, nell’intero orbe terracqueo, si prenderebbe mai il rischio di fornire una copertura valida in ogni circostanza. Infatti 26 petroliere cariche di petrolio kazako e dirette verso il Mediterraneo sono bloccate all’altezza degli stretti turchi.

L’Occidente protesta a gran voce. Dice che il petrolio del Kazakistan non ha nulla a che fare con le sanzioni. La Turchia ribatte che vuole semplicemente essere certa di ottenere il risarcimento danni in caso di sversamento di petrolio in luoghi delicati come i Dardanelli e il Bosforo.

A quanto risulta, una sola petroliera è riuscita ad attraversare gli stretti turchi da quando le regole assicurative imposte dalla Turchia sono in vigore. Si chiamava “Vladimir Tikhonov”. Le ha fornito l’assicurazione la società russa Ingosstrakh.

GIULIA BURGAZZI

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