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Notizie22 Gennaio 2022

Il triste “secondo tempo” dei testimonial pro vax

Antonello CrestiDi Antonello Cresti·Saggista, conferenziere ed agitatore culturale·60 contenuti pubblicati
Antonello Cresti analizza la campagna vaccinale di Arcuri, evidenziando il fallimento dei testimonial pro vax. Si discute anche delle conseguenze sulla fiducia pubblica e sull'efficacia della comunicazione.
Punti chiave
  • Un anno fa Arcuri lanciava una campagna vaccinale emozionante.
  • I testimonial come Fedez e Littizzetto hanno sostenuto la campagna.
  • Oggi si celebra il fallimento delle promesse fatte.
  • Alcuni influencer continuano a promuovere il vaccino nonostante i contagi.
  • La campagna dimostra una mancanza di comprensione di pubblicità e virologia.
L'articolo

E’ passato esattamente un anno da quando l’allora Commissario Straordinario Arcuri lanciava sulle pagine del Corriere della Sera la campagna vaccinale con queste parole: “Sarà una campagna di comunicazione emozionante, cui parteciperanno registi, direttori d’orchestra e letterati che vogliono bene al Paese”.

Oggi potremmo commentare di aver scoperto con una certa sorpresa che a far parte di queste categorie sono i Fedez, i J Ax e le Littizzetto di turno, ma effettivamente sarebbe come sparare sulla croce rossa…

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Proviamo dunque a fare un ragionamento diverso: con questo annuncio Arcuri si collegava al principio ultimo e più determinante di ogni campagna pubblicitaria: l’oggetto della promozione deve essere visto come appetibile, desiderabile, soprattutto perché vincente.

Voglio il detersivo apparso in Tv perché è quello che cancella le macchie più resistenti, PIU’ DI OGNI ALTRO.

Ecco dunque che quando sono scesi in campo, obbedienti ed ordinati, i vari influencer e “divi di Stato” a sostenere le ragioni della salvifica punturona, lo hanno fatto, coerentemente, prestando la propria immagine più o meno vincente ad un sogno, al prodotto che “ci avrebbe fatti uscire dall’incubo”.

Fosse effettivamente andata così potremmo oggi stare ad obiettare sulla sincerità della loro posizione e su altre incoerenze, ma da un punto di vista del marketing l’operazione sarebbe stata un successo e le parole di Arcuri sarebbero in qualche modo risuonate come profetiche.

Oggi, un anno dopo, si celebra invece la morte assoluta e definitiva di tutte le promesse vane che erano state fatte, e dunque i testimonial divengono ipso facto i promotori di un fallimento. Crediamo che qualcuno, foss’altro per amor proprio, se ne stia accorgendo (azzardiamo che la Mara Venier particolarmente incalzante delle ultime settimane possa essere non felicissima del ruolo da lei rivestito nella campagna di cui parliamo…), ma ci sono indubbiamente anche casi opposti, ovverossia  gli ultimi giapponesi del vaccino, che continuano la loro opera instancabile di convincimento  informandoci dalle pagine social che sono tutti contagiati dopo essere stati “immunizzati”, bi-“immunizzati” o tri-“immunizzati”, che sono sintomatici, ma che “sicuramente sarebbero morti” (Billie Elish docet) o in terapia intensiva se non avessero fatto il vaccino. Dubito esista un solo individuo sano di mente pronto a farsi convincere da tali argomentazioni…

Quando si vuole vendere un sogno e poi ci si riduce a provare di riparare l’irreparabile l’effetto è certamente quello di un triste secondo tempo di un film. Che lascia addosso malinconia e disagio.

Ma dimostra una cosa in più: che gli strateghi di questa campagna così “emozionante” non capiscono certo nulla di virologia. Ma non capiscono neanche un bel niente di pubblicità.

ANTONELLO CRESTI

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Antonello Cresti
AUTORE
Antonello Cresti
Saggista, conferenziere ed agitatore culturale. Si è laureato con lode in Scienze dello Spettacolo presso l’Università di Firenze. Ha iniziato la sua attività artistica come musicista, animando vari progetti e producendo numerosi album. Ha già pubblicato undici libri, usciti con varie case editrici, dedicati a musica underground, cultura britannica, esoterismo, controcultura. E’ ideatore di un film e di un documentario, entrambi a tematica musicale. Collabora con numerose testate giornalistiche nazionali tra cui CulturaIdentità e Optimagazine. E’ fondatore della Convenzione degli Indocili, una rete trasversale di intellettuali e creativi che operino in opposizione al Pensiero Unico. E' Vicepresidente Nazionale di Ancora Italia
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