Nel Draghistan, i sudditi devono portare la croce e cantare. Le politiche neoliberistiche del Governo stanno riducendo l’Italia ad un’altra Grecia e onde evitare che il malcontento diventi palese, onde evitare che gli scontenti e i vessati si contino e scoprano di essere tanti, il Governo annuncia lo stop alle manifestazioni nei centri storici.

Vale per tutte le manifestazioni, ma la scusa sono quelle no green pass che da mesi vanno avanti ogni sabato in molte città, e i contagi a Trieste: come se Trieste non fosse una lingua di terra italiana inserita in terra slovena. Ora secondo i dati del Sole 24 Ore in Slovenia ci sono 969 casi di Covid ogni 100.000 abitanti; a Trieste, meno della metà.

L’annuncio che a causa delle proteste no green pass manifestare diventa praticamente impossibile viene dal sottosegretario Carlo Sibilia, M5S. Un tocco di indubbia classe, dato che Sibilia tuonava su Facebook contro le vaccinazioni obbligatorie ai bambini volute dall’allora ministro Lorenzin. Follia – diceva Sibilia dei vaccini imposti dalla Lorenzin quando egli era un deputato d’opposizione – coercizione senza senso, TSO, incompetenza. Eccetera.

Sibilia, lo stesso Sibilia che ora annuncia le proteste ammesse solo sotto forma di sit in nelle periferie, è entrato nei palazzi del potere grazie ad un movimento di protesta quale era il M5S prima di indossare le grisaglie ministeriali. Un movimento che andava in piazza e che riempiva le piazze. Chissà quale sorte avrebbe avuto il sottosegretario Sibilia senza le proteste che lo hanno condotto ad indossare le grisaglie: lo stesso Sibilia che, entrato in Parlamento, proponeva di discutere i matrimoni di gruppo e la possibilità di contrarre matrimonio (o unioni civili) anche tra specie diverse purché consenzienti”.

Ovvero: secondo Sibilia è lecito sposare anche un cammello, purché consenziente, ma non è lecito manifestare. A meno di non farlo in un posto in cui nessuno ti vede.

Cosa fare dunque se il Governo fa le fusa solo alle imprese e ai loro profitti, privatizza i servizi pubblici locali e vorrebbe magari piazzarti una centrale nucleare dietro casa? Cosa fare se il Governo cerca addirittura di erodere le indennità degli invalidi e il misero reddito di cittadinanza che va a chi proprio non ha pane?

Per rendere noto il proprio dissenso a tutto questo, rimane la possibilità di organizzare un sit in scegliendo un posto remoto tipo il piazzale di una discarica, sicuramente situato fuori dal centro storico, e rimane la possibilità di mandare una garbata lettera di protesta a Palazzo Chigi. Semmai dopo aver organizzato le nozze con un cammello, tanto per tirarsi un po’ su il morale.

DON QUIJOTE

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