“Jan Hus ancora sul rogo bruciava/all’orizzonte del cielo di Praga”. Chi non ha pensato a questi versi della “Primavera di Praga” di Francesco Guccini alla notizia drammatica dell’insegnante di trentatré anni che si è dato fuoco a Rende davanti ad una caserma dei carabinieri. A molti, infatti, è subito venuto in mente Jan Palach, il giovane patriota cecoslovacco che si diede fuoco per protestare contro la repressione sovietica della cosiddetta “Primavera di Praga”.

Perché anche qui siamo in presenza di una dittatura: una dittatura di tipo sanitario. I motivi del gesto dell’insegnante sono chiari: sospeso perché non vaccinato, o No Vax come si suole dire.

Come su Jan Palach calò il silenzio in tempi di dittatura comunista, e solo dopo il crollo del Patto di Varsavia il ragazzo si vide dedicare la piazza principale di Praga precedentemente intitolata all’Armata Rossa, così anche sull’insegnante è calata la cappa di piombo del silenzio dei media di regime troppo indaffarati a spellarsi le mani e a gridare fantozzianamente “è un bel presidente!” davanti al Mattarella scongelato dal sarcofago. Tutti zitti. Non riusciamo nemmeno a sapere il nome dello sfortunato insegnante, che potrebbe diventare un “simbolo anonimo” come il ragazzo cinese davanti al carro armato in Piazza Tienanmen. C’è ipocrisia da parte di chi l’ha condotto a quel gesto. Per andare alla notizia bisogna scavare sui siti e quotidiani locali, oppure vi sono accenni di sfuggita su qualche testata. Non una parola da parte della politica. Draghi ovviamente tace, come tacque davanti al pensionato greco disperato e condannato alla fame per colpa sua.

Anzi, la politica forse è meglio che taccia: perché l’unica uscita politica è quella della capogruppo leghista al Consiglio Regionale di Calabria Simona Loizzo che è solo capace di dire che “bisogna punire chi ha girato il video del tentato suicidio”. Non una parola di pietà verso “l’insegnante no vax”. Questa è la Lega: e pensavamo davvero di farci difendere da questi opportunisti non certo migliori dei grillini? E così la stampa di regime parla della bambina che si tiene il cartonato di Mattarella in casa con l’uso politico dell’infanzia tipico dei regimi, mentre un disperato che si dà fuoco merita due righe in cronaca e non va nemmeno chiamato per nome. In fondo chi é, se non uno “sporco no vax”. Merita forse un minimo di pietà perché non siamo ancora arrivati proprio a considerarlo un subumano per ora. Però, ha di certo tolto qualche posto in terapia intensiva. In compenso i social sono esplosi e la vicenda di Rende corre sulla rete.

Se nemmeno davanti a questo fatto il popolo italiano si sveglia, non c’é speranza. Quante altre persone dovranno essere portate a gesti estremi perché emarginati. Non solo lavorativamente, ma anche psicologicamente, trattati come cittadini di serie B senza praticamente diritti politici da parte di una classe politica degna del Terzo Reich.

Ma il gesto dell’insegnante non ricorda solo Jan Palach. A qualcuno ha ricordato anche Mohamed Bouazizi, il venditore ambulante tunisino che si diede fuoco il 4 gennaio 2011 e il cui gesto fu la miccia che fece esplodere le rivolte popolari che travolsero il governo tunisino e, in rapida escalation, quelli egiziano e libico.

Se l’Italia fosse un Paese normale, questo gesto dovrebbe essere la goccia che fa traboccare il vaso, altro che applausi a Mattarella. Quousque tandem abutere patientia nostra?

ANDREA SARTORI

Update: sembra che il giovane sia morto pochi minuti fa al Cardarelli. Avevano promesso di renderci la vita impossibile, ci sono riusciti.

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