Il presidente della Croazia, Zoran Milanović, si mette in rotta di collisione col suo governo e dice no a Eumam, la Missione di assistenza militare dell’Unione europea.

Stiamo parlando dell’addestramento di 15.000 soldati ucraini deciso da Bruxelles, che si svolgerà sul territorio europeo, anche se non deve necessariamente essere effettuato in ogni Stato membro, a quanto si sa.

Fin dall’inizio, l’Ungheria non ha appoggiato Eumam. Ora si apre un’altra crepa nella facciata di granitica compattezza e di incrollabile sostegno europeo all’Ucraina. Nel caso della Croazia, le ragioni addotte da Zoran Milanović hanno a che fare con il dettato costituzionale.

Tuttavia se si trattasse di una semplice questione formale, e non invece di un’opposizione politica e di principio, la faccenda sarebbe probabilmente sfociata nella ricerca di un compromesso o di una scappatoia. Invece Milanović ha pubblicato una lettera sul sito della presidenza. L’ha pubblicata in inglese, oltretutto, affinché il mondo intero possa leggerla.

Nella lettera, il presidente croato spiega innanzitutto di aver ricevuto dal ministro della Difesa la richiesta di dare il suo assenso preliminare alla partecipazione ad Eumam. Specifica che la Costituzione prevede altre procedure di approvazione: e non un assenso del genere. Aggiunge che la richiesta del ministro della Difesa è vaga, perché non spiega cosa esattamente farà la Croazia all’interno di Eumam. E poi viene al punto.

Dal senso della lettera, scrive in sostanza il presidente, si può dedurre che il governo prevede di addestrare i soldati ucraini sul territorio nazionale. Ma la Costituzione ammette l’ingresso di soldati stranieri per addestramento solo nell’ambito di trattati e accordi internazionali ai quali la Croazia è legata.

Fin qui la lettera. Il resto è deduzione ovvia: la Croazia fa parte dell’Ue e dalla Nato, ma l’Ucraina no, almeno formalmente. Ucraina e Croazia non sono legate da accordi. E quindi i soldati ucraini non metteranno piede in Croazia.

Sarebbe stato possibile, per il presidente Milanović, trovare un’intesa con il ministro della Difesa a proposito di Eumam? Forse sì.

I due potevano raggiungere un accordo del tipo: visto che la Costituzione vieta ai soldati ucraini l’ingresso in Croazia, gli istruttori croati li addestreranno sul territorio di un altro Stato Ue; la Croazia  renderà evidente il suo sostegno totale ad Eumam compensando la mancata ospitalità con soldi, armi o qualcosa del genere. Invece Milanović ha preferito ufficializzare il muro contro muro.

GIULIA BURGAZZI

 

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