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Notizie6 Maggio 2022

Il dittatore Zelensky fa arrestare i giornalisti (per mano europea)

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza l'arresto del blogger dissidente ucraino Anatoly Shariy, evidenziando il parallelismo con le pratiche di repressione di Putin. Si discute anche del ruolo della Spagna e dei servizi segreti ucraini nella soppressione della libertà di stampa.
Punti chiave
  • Zelensky non è un buon democratico, come dimostra l'arresto di Shariy.
  • La Spagna ha arrestato Shariy su richiesta dei servizi segreti ucraini.
  • L'accusa contro Shariy è di alto tradimento per disinformazione.
  • I servizi segreti ucraini operano in Europa per eliminare oppositori.
  • Zelensky è paragonato a Putin nella repressione dei dissidenti.
L'articolo

Quante volte, parlando di Putin, avete sentito fare il nome di Anna Politkovskaja, Aleksandr Litvinenko o Boris Nemtsov o soprattutto Alexej Navalny? Quante volte abbiamo letto dell’ex agente del KGB che soffoca l’opposizione interna e fa incarcerare, quando non assassinare, gli oppositori politici? Per questo si è oramai diffusa la favola che combattere Putin sia fare un favore a libertà e democrazia. E addirittura si arriva a dire che Zelensky sarebbe un baluardo della democrazia contro l’orso zarista neosovietico putiniano.

Le cose non stanno esattamente in questi termini. Zelensky è tutt’altro che un buon democratico e un grave fatto di questi giorni lo dimostra. La Spagna ha arrestato, su richiesta dei servizi segreti ucraini, il blogger dissidente ucraino Anatoly Shariy. L’accusa è gravissima: alto tradimento. I media ucraini ovviamente accusano il blogger (che viveva in esilio da un decennio) di “fare disinformazione”. Il precedente diventa gravissimo perché, con questo clima di guerra, l’arresto con l’accusa per alto tradimento per “disinformazione” può essere allegramente applicato anche a noi. Edc è da anni che si cerca di mettere il bavaglio all’informazione che non segue le versioni ufficiali.

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Che differenza c’é tra il trattamento che Zelensky riserva a Shariy e quello che Putin riserva a Navalny? Nessuno. Quelle dei due dissidenti paiono vite parallele: l’esilio e poi l’arresto, l’accusa di fare disinformazione.

Gravissimo che una nazione europea come la Spagna permetta, anzi favorisca l’arresto di un dissidente. Ma forse le autorità iberiche hanno salvato la vita a Shariy. Un testimone infatti ha parlato di un piano dell’SBU (il KGB ucraino) volto a eliminare fisicamente Shariy.

Il testimone infatti era stato contattato dagli agenti per sorvegliare il blogger. Igor (questo il nome di fantasia usato dal testimone per proteggersi) ha capito che si trattava di agenti dell’SBU e ha ritenuto opportuno avvertire Shariy del pericolo che correva. La cosa che emerge da questa testimonianza è che i servizi segreti di Zelensky sono a piede libero in Europa con lo scopo di eliminare gli oppositori. Quelli segnalati dal sito governativo ucraino Myrotvorets che rende pubblici i dati personali, tra cui l’indirizzo, degli obiettivi. E tra gli obiettivi non ci sono mercenari, ma semplici giornalisti e blogger come Shariy e i nostri Giorgio Bianchi e Andy Rocchelli (quest’ultimo dato come “eliminato”)

Shariy aveva appena ricevuto minacce via social dal leader del partito neonazista ucraino Yevgen Karas. “Io so chi interrogherà Shariy” scrive ridendo, e aggiunge: “Tolya (diminutivo di Anatoly) sei nei guai”.

Cosa prova? Che lottare per Zelensky non è difendere la democrazia. E già da prima era chiaro che Zelensky è un dittatore che incarcera gli oppositori e imbavaglia i media dissidenti come ha spiegato anche la rappresentante dem americana Tulsi Gabbard.

Non stiamo combattendo per la libertà e la democrazia, ma per un altro dittatore, più spietato di Putin. Si spera che Draghi non prenda esempio da questo signore per combattere le “fake news”, ma visto il crollo dell’indice della libertà di stampa in Italia durante il suo governo e il suo appoggio incondizionato al dittatore ucraino c’é da aver paura

ANDREA SARTORI

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