L’ex segretaria della Cgil Susanna Camussostarebbe per essere “paracadutata” da parte dell’alleanza, nuova di zecca, tra dem e centristi calendiani. I quali nel frattempo litigano con Verdi e Sinistra italiana: così si chiama d’altronde uno dei vari partiti che, con tanti saluti ai diritti dei lavoratori, lo scorso autunno ha sostenuto il Green pass. E il M5s che fa? Tutti nodi ancora da chiarire, nel tentativo di formare un carrozzone di centrosinistra in senso ampio, in vista del voto per il rinnovo del Parlamento del 25 settembre. Talmente ampio che, per trovare qualcosa di sinistra al suo interno, Nanni Moretti rischia di fare fatica.

Ad esempio, si potrebbero considerare “di sinistra” le virostar televisive che hanno imperversato per due anni ordinando lockdown e promuovendo vaccini? Chissà. Fatto sta che il centrosinistra, pensando di catturare chissà quanti voti, li posiziona in prima fila: Lopalco si candida con Speranza, Ricciardi con Calenda, e persino Burioni valuta un posto in lista con il PD.

Tutti a sgomitare per portare a termine la famigerata “agenda Draghi”, anch’essa chissà quanto gradita al popolo sofferente. Ma tant’è, il Partito democratico e Azione hanno appena stretto un patto elettorale all’insegna della suddetta agenda dividendosi i collegi con la squadra, 70% al PD e 30% ad Azione e agli europeisti di ferro della Bonino.

Non l’avessero mai fatto! Insorgono Verdi e Sinistra italiana, che nelle vesti di Fratoianni e Bonelli lamentano i tappeti srotolati a Calenda (a spese loro, probabilmente).

L’unico a godere in tanto caos è l’ormai mitico intrighino Di Maio. Dopo aver lasciato il movimento ne ha lanciato uno suo che è durato lo spazio di un mattino, ha quindi abbracciato gli ex democristiani per evitarsi di fare la raccolta firme che invece tocca a quei “poveracci” dei partiti del dissenso, e si è infine fatto tentare dalla candidatura nelle liste del Pd (dove non tutti per così dire lo gradiscono). Candidatura blindata e a spese dei suoi fedelissimi, che sembrano (al momento) rimanere tutti a becco asciutto. Nel frattempo il leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, riflette su Repubblica. Virginia Raggi alza la testa. Insomma, la campagna balneare è appena iniziata, e la situazione è in continua evoluzione. Ricordatevi di portare il pop-corn sotto l’ombrellone.

LILLI GORIUP

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