Un gruppo di economisti ambientali tedeschi chiede che vengano imposte pesanti tasse sui prodotti a base di carne per combattere il cambiamento climatico, con percentuali che che arrivano fino al 56% di incremento per la carne bovina.

Secondo l’affermazione che il bestiame è responsabile del 13% delle emissioni di gas serra, i ricercatori del Dipartimento per l’Uso Sostenibile delle Risorse Naturali della TU di  Berlino chiedono limitazioni al consumo di carne al fine di “raggiungere la neutralità dei gas serra”.

Ecco quanto affermato in uno studio condotto dalla  TU Technische Universitat Berlin di Berlino, “La tassazione della carne è inevitabile”:

L’economista ambientale Prof. Dr. Linus Mattauch parla del costo reale di un chilogrammo di carne bovina. La ricerca condotta da Franziska Funke e dal professor Linus Mattauch mostra che il costo della carne non riflette l’impatto ambientale che l’allevamento ha in tutto il mondo. La carne è troppo economica secondo i ricercatori del Dipartimento per l’Uso Sostenibile delle Risorse Naturali della TU Berlin. Se nel costo della carne fossero inclusi gli impatti ambientali dell’allevamento come l’inquinamento da nitrati e la distruzione della biodiversità, nonché gli effetti negativi sul benessere degli animali e sulla salute umana, allora un chilogrammo di manzo, maiale, agnello e pollame dovrebbe costare molto  più di quanto non costi adesso.  Con il bestiame responsabile del 13% delle emissioni di gas serra, il consumo di carne pro capite nei paesi del Nord del mondo deve essere ridotto. Senza questa diminuzione del consumo di carne, non sarà possibile raggiungere la neutralità dei gas serra. Per raggiungere questo obiettivo, Franziska Funke e Linus Mattauch, insieme ai loro coautori dell’Università di Oxford, chiedono la tassazione della carne e presentano modelli di calcolo per il costo reale della carne nel loro recente articolo “La carne è forse troppo a buon mercato? Verso una tassazione ottimale della carne”.   

L’allevamento di bestiame contribuisce enormemente alle emissioni di gas serra, all’inquinamento del suolo e dell’acqua e le preziose foreste vengono bonificate per pascoli e colture alimentari“, ha affermato il leader del gruppo, il professor Linus Mattauch.

Le prove in nostro possesso suggeriscono che l’impatto ambientale sia così schiacciante che il mondo non può raggiungere gli obiettivi climatici e mantenere intatti gli ecosistemi vitali senza ridurre il consumo di carne, almeno nei paesi occidentali ad alto reddito“, ha aggiunto.

Mattauch vuole che i governi “comincino seriamente a pensare di  tassare anche la carne per ridurne il consumo“, affermando che questo è assolutamente il “percorso più efficiente per prevenire un’ulteriore pressione sul nostro pianeta”.

Secondo i calcoli del modello del gruppo, il costo diretto dell’allevamento in relazione ai cambiamenti climatici raggiunge i 9,21 dollari per chilogrammo di carne bovina”, riferisce ReMix News.L’applicazione di questo costo al prezzo della carne bovina potrebbe comportare un aumento del 56% dei prodotti a base di carne bovina. Allo stesso modo, il pollame costerebbe il 25% in più e l’agnello e il maiale aumenterebbero del 19%”.

Tali tasse avranno ovviamente un impatto principalmente sulle classi a reddito inferiore, che in molti paesi occidentali stanno già soffrendo a causa dell’inflazione alimentare dilagante. Senza dubbio la soluzione sarà amplificare gli sforzi per incoraggiare tutti a iniziare a mangiare insetti come fonte alternativa e “sostenibile” di proteine.

Come abbiamo evidenziato in precedenza, il World Economic Forum ha pubblicato due articoli sul suo sito web che hanno esplorato come le persone potrebbero essere portate ad abituarsi all’idea di mangiare erbacce, insetti e bere acqua di scolo al fine di ridurre le emissioni di CO2.

Nel gennaio dello scorso anno, l’UE ha ufficialmente approvato la vendita di vermi come alimento destinato al consumo umano. Il mese scorso, la professoressa Amanda Little della Vanderbilt University ha affermato che tutti nel mondo devono iniziare a mangiare insetti e che l’approvazione dell’UE ha conferito una forma di “dignità” al loro consumo.

Un gruppo di persone che non mangeranno mai insetti sono certamente i tecnocrati globalisti .

Nonostante abbiano tanto insistito sul fatto che tutti gli altri riducessero il loro tenore di vita e razionassero il loro consumo di carne per salvare il pianeta, durante il vertice della Cop 26 dello scorso anno, i partecipanti hanno apprezzato un menu pieno di piatti a base di animali che erano almeno il doppio della media del carbonio consentito nel Regno Unito.

di Paul Joseph Watson, traduzione Martina Giuntoli

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