Lo sciopero dei camionisti, tanto atteso in Rete, non si è poi verificato. Ma non è detto che alla fine i camion non si fermino davvero: adesso ad agitarsi per il green pass non sono più i camionisti ma le aziende della logistica.

Rivolgono al Governo un grido di dolore, confidando che le orecchie del Draghistan abbiano per gli imprenditori un’attenzione maggiore di quella mostrata liquidando le istanze dei lavoratori.

Un terzo degli autisti di camion – quelli stranieri, soprattutto – non ha ricevuto il vaccino indispensabile dal 15 ottobre per accedere al luogo di lavoro. Di conseguenza le aziende chiedono una deroga almeno per loro. In caso contrario paventano “conseguenze su tutto il sistema italiano”.

Praticamente una situazione stile Gran Bretagna, dove la mancanza di camionisti causa enormi difficoltà nella distribuzione dei beni necessari per la vita di tutti i giorni, con code e risse davanti ai distributori forniti di benzina e scaffali vuoti nei supermercati.

I numeri suggeriscono che uno scenario del genere non è poi così esagerato. I camionisti mancano in tutta Europa, e non solo in Gran Bretagna: nella sola Italia si calcola che ce ne vorrebbero altri 17 mila, e la soluzione proposta dagli industriali  – far venire degli stranieri, che tanto sono di bocca buona – è esattamente quella che ha portato al collasso la logistica in Gran Bretagna. Magari pagare un po’ meglio i camionisti aiuterebbe a trovarne altri, ma tant’è: l’anatomia dei presunti stipendi da favola dà risultati impietosi.

Dunque, da un lato in Italia l’80% delle merci spostate via terra viaggia su strada, cioè sui camion; dall’altro lato, il settore del trasporto merci è quello che più attinge da cosiddetto “distacco transnazionale”.  In pratica, si tratta di dumping salariale; in teoria, è quel fenomeno per cui si chiamano temporaneamente e ripetutamente lavoratori dall’estero, per la quasi totalità provenienti dall’Europa dell’Est.

E poi vatti a lamentare se i camionisti dell’Europa dell’Est assunti con contratto breve non hanno il green pass. A casa loro – dove prestissimo torneranno – nessuno glie lo chiede, e soprattutto nessuno glie lo chiede in altri Paesi UE dove mancano camionisti ancor più che in Italia.

Chi di libero mercato e di green pass ferisce, di libero mercato e di green pass perisce. Resta da vedere se e come  ci metterà una pezza il Draghistan, che ha abbracciato anima e corpo tutti e due.

DON QUIJOTE

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