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Notizie10 Febbraio 2022

Green Pass addio: in Europa si abolisce la vergogna dei diritti limitati. E in Italia?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
green pass europa
Arnaldo Vitangeli analizza l'abolizione del green pass in Europa, evidenziando il ritorno alla normalità in vari Paesi. Si discute anche della situazione in Italia, dove le restrizioni rimangono tra le più dure.
Punti chiave
  • La Gran Bretagna cancella le restrizioni il 21 febbraio.
  • Israele ha abolito il green pass per mancanza di logica medica.
  • La Francia prevede la revoca del pass vaccinale entro aprile.
  • In Italia, le misure sono state tra le più dure al mondo.
  • Il governo italiano deciderà sull'abolizione del green pass il 31 marzo.
L'articolo

Apripista, come il solito, è la Gran Bretagna, dove il premier Boris Johnson ha annunciato che le poche restrizioni ancora in vigore, come l’auto isolamento per i positivi, saranno cancellate il 21 febbraio, con un mese di anticipo rispetto alla tabella di marcia prevista. A breve dunque i britannici torneranno a godere in pieno di tutte le libertà che c’erano prima dell’arrivo del virus e il Covid sarà trattato esattamente come una normale influenza.

Il green pass, misura simbolo dell’emergenza e, secondo i suoi detrattori tra cui il sottoscritto, elemento principale dell’autoritarismo sanitario conosciuto in questi anni, viene smantellato ovunque in Europa (e altrove).

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Israele, tra i primi Paesi ad avere imposto la “tessera verde” ai propri cittadini, lo ha mandato in soffitta a fine gennaio perché, come ha affermato il  Ministro delle Finanze Avigdor Liberman non c’era più alcuna “logica medica ed epidemiologica nel green pass”,  idea peraltro condivisa da molti esperti. “Quello che c’è, invece, è un impatto diretto sull’economia, sul funzionamento quotidiano del Paese e un contributo significativo alla diffusione del panico tra i cittadini”, aveva chiosato il ministro dello Stato Ebraico.

La Francia, altro Paese che come l’Italia e Israele aveva adottato un approccio autoritario nella gestione della pandemia, ha annunciato  che tra la fine di marzo e l’inizio di aprile è probabile la revoca del pass vaccinale.

Nella Repubblica Ceca, dove il green pass era richiesto per accedere ad alcuni servizi come i locali pubblici, non sarà più richiesto da oggi, mentre in Danimarca, dove già dal 1° febbraio non sono più obbligatori  mascherine e green pass, anche i test molecolari verranno gradualmente aboliti. Il governo svedese, dal canto suo, da il via a una «nuova fase». Basta limiti agli orari di ristoranti e locali e via le mascherine sui mezzi pubblici.

In Olanda, dopo una raccolta firme che ha visto ben 3 milioni di cittadini aderenti, il governo ha deciso di togliere ogni restrizione (pass compreso) dal 25 febbraio. Niente più mascherine.

Già le mascherine; il simbolo dell’emergenza, viene accantonato nella maggior parte dei Paesi. Non vedremo quindi più immagini di persone mascherate che girano per le strade come in un film apocalittico. Dopo oltre due anni, nonostante il numero di contagi sia ancora alto, la gran parte dei Paesi cancella ogni restrizione e sceglie di tornare alla normalità.

E in Italia? Da noi le misure prese con l’obiettivo dichiarato di combattere la pandemia sono state le più dure del mondo. In nessun altro Paese occidentale o democratico i governi hanno osato imporre ai cittadini misure altrettanto restrittive e, a quanto pare, saremo gli ultimi ad abolirle o quasi. Da domani termina l’obbligo di mascherina all’aperto e dal 31 marzo anche al chiuso non sarà obbligatorio indossarla. Il 31 marzo, con la fine dello stato d’emergenza, il governo deciderà se abolire l’obbligo del green pass come nel resto d’Europa e il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ha già promesso «allentamenti in questo senso di qui a breve».

Siamo forse alla fine dell’incubo autoritario in cui siamo piombati nel 2020, ma quando torneremo liberi dovremmo evitare l’atteggiamento tipicamente italiano di scordarci il passato, sarà necessario invece analizzare e raccontare all’opinione pubblica quanto è successo nel nostro Paese, affinchè chi ha avuto responsabilità sia chiamato a risponderne e per evitare scenari analoghi in futuro.

ARNALDO VITANGELI

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