Francia, Germania, Austria, Usa: cade l’obbligo vaccinale. Resta solo la Repubblica di Salò

La Francia, una delle nazioni più “vacciniste” del mondo, non imporrà l’obbligo vaccinale. A confermarlo è il portavoce del governo Gabriel Attal, che pure difende la politica del “pass sanitaire”.
Le motivazioni sono che “nei Paesi dove è stato applicato l’obbligo non c’é stato un forte aumento delle vaccinazioni. Chissà a chi si riferiscono.

Va detto anche che il popolo francese è stato reattivo, e non solo sulla questione vaccini: solo pochi giorni fa le proteste avevano costretto Macron a far togliere la bandiera europea dall’Arc de Triomphe, rimettendo la gloriosa tricolore . Ma non solo a Parigi pare cadere l’obbligo. Anche a Berlino: il nuovo cancelliere Olaf Scholz vorrebbe introdurlo ma le resistenze sono troppo forti. E anche l’Austria, che pareva aver deciso da febbraio facendo da apripista per i nostri talebani dell’obbligo, sta mettendo tutto in forse e tornando sulle sue decisioni.

In Europa l’Italia resta un caso isolato. Ha voglia il ministro Chihuahua dei Baskerville Brunetta a dire “siamo i primi in Europa” come se l’Italia possa essere un apripista in alcunché. In realtà, come al solito, tutto arriva dagli Usa dove la Corte Federale ha bloccato la proposta di vaccino obbligatorio fatta da Biden. E, piaccia o meno, dove va l’America va il mondo. Certo l’Italia può vantarsi di seguire fari di civiltà come il Tajikistan, o l’Indonesia oppure l’Ecuador.

La verità è che siamo sempre più ridotti ad una patetica Repubblica di Salò attestata su posizioni oramai ritenute assurde anche dal governo francese, uno dei più severi sull’argomento. Intanto il Regno Unito sta uscendo vincitore: calano nuovamente i contagi e in Spagna Sanchez afferma che oramai servono nuovi parametri per gestire la situazione.

Le Repubbliche di Salò sono come belve ferite, si incattiviscono perché sanno che il loro tempo sta per scadere. La cosa non è percepita purtroppo dagli italiani, troppo abituati a guardare solo in casa propria: le ulteriori restrizioni hanno fatto perdere la speranza a molti e hanno dato sfogo alla tipica lamentosità italica. Non si vuole capire che se la dittatura si ritira altrove, e se lo stesso Gates dice che è finita e comincia a mollare i vaccini per gettarsi sul suo nuovo business non c’é Draghi che tenga, è questione di pochi mesi.

Che non sono mica un’eternità.

ANDREA SARTORI

Andrea Sartori

Andrea Sartori (Vigevano, 20 febbraio 1977), diplomato presso il liceo classico "Benedetto Cairoli" di Vigevano, si laurea in Lettere Classiche presso l'Università degli Studi di Pavia con una tesi sull'Egitto greco-romano.

Giornalista pubblicista, insegna per qualche anno presso una scuola privata vigevanese prima di intraprendere la carriera giornalistica prima come corrispondente locale presso i giornali L'Informatore Lomellino, La Lomellina e La Provincia Pavese per poi trasferirsi a Mosca dove insegna la lingua italiana presso la scuola steineriana di Laryushino (Oblast' di Mosca) e collaborare con la facoltà di medicina dell'Università Statale di Mosca per la cura dell'opera di Galeno.

Continua a collaborare giornalisticamente col Giornale di Reggio per il quale recensisce alcune mostre a Mosca.

E' autore di due romanzi: Dionisie: la prima inchiesta di Timandro il Cane (IBUC edizioni 2016) e L'Oscura Fabbrica del Duomo (IBUC edizioni 2019), "Acheruntia" (Kraken edizioni, 2021) ed è stato finalista ai premi di poesia "Settembre a Milano" (1998) e "Val di Magra" (1999).

Parla tre lingue (inglese, francese e russo). Sposato, ha un figlio

View all posts

Sostieni Visione TV

2.636 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 One Time

Sostieni Visione TV

2.636 of 10.000 donors
Seleziona il metodo di pagamento
Informazioni Personali

Totale Donazione: €25,00 One Time