Fedezelezioni: almeno lo spettacolino del Palazzo sarà più professionale

Lo spettacolo della politica si accinge ad arricchirsi di una sfumatura più professionale. Il rapper Fedez, al secolo Federico Leonardo Lucia, 32 anni e 12 milioni di follower su Instagram, ha acquistato il dominio internet fedezelezioni2023.it. Questo da un lato presuppone un atto di fede nella scadenza naturale della legislatura e dall’altro induce a pensare che qualcosa, di questo dominio, Fedez se ne voglia pur fare: magari candidarsi. Mezzo mondo specula e dibatte a proposito dell’eventualità, e lui tace.

Che Fedez si candidi o no, il fedezelezioni (che poi è anche un’allitterazione bruttina e difficile da pronunciare) attesta un’interesse per la politica da parte dell’eponimo del sito e la sua intenzione a parteciparvi in qualche modo. Ma come vorrà perseguire il bene degli italiani, quale sarà la prospettiva della sua azione?

Solo le sue gesta pubbliche, al momento, consentono di intuire la visione del mondo che Fedez porta in politica: la sua Weltanschauung, direbbero i filosofi, anche se il termine forse al diretto interessato suonerà oscuro, dato che ha l’obiettivo di prendere il diploma liceale ad honorem.

Le gesta di Fedez sono ampiamente documentate via social. Ad esempio, la sua festa di compleanno organizzata dalla moglie Chiara Ferragni in un supermercato: panettone lanciato con un calcio, ortaggi trattati come se fossero gingilli. Sull’onda dell’indignazione (uno schiaffo alla miseria, quel modo di sprecare il cibo), i due hanno fatto sapere di una grossa spesa da dare in beneficenza il giorno dopo.

La beneficenza ricorre nell’immagine pubblica di Fedez, come quando su una Lamborghini Huracan (prezzo base: 197 mila euro) ha donato a cinque povericristi mille euro ciascuno. Mica soldi suoi: frutto di una raccolta lanciata sul suo canale Twitch.

Un tale che su Fedez, in quanto a fama, ha un bimillenario e notevole vantaggio diceva che quando si fa la carità la mano sinistra non deve sapere ciò che fa la destra, ma tant’è: numerose donazioni effettuate da Fedez sono pubbliche e sono anche molto apprezzate dai follower.

Tutto questo lascia intuire la visione della società (e della politica) di Fedez e dei suoi follower: una visione in cui i poveri sperano nelle briciole che cadono dalla tavola dei ricchi ma nessuno (men che meno i ricchi) si sogna di distribuire la ricchezza, cioè di svolgere il compito che durante tutto il Novecento è stato considerato quello principale della politica.

Infatti ormai la politica ha messo il pilota automatico: ha lasciato tutto nelle mani dell’economia e dei banchieri, riservando a se stessa compiti tipo il teatrino sul DDL Zan. E in questo, Fedez è bravissimo: proprio sul DDL Zan si ricordano fra l’altro le sue intemerate dal palco del concertone del primo maggio e i veementi sfoghi sui social a bocciatura avvenuta.

Ecco: se questa è la politica, Fedez sarà un politico perfetto. Auguri, futuro onorevole. Chi ha detto che lo spettacolo in Italia è in crisi? Basta cercarlo nel Palazzo, dove ormai è di casa.

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Debora Billi

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