Si ripropone ancora una volta il problema della tutela della privacy dei cittadini europei, i cui dati personali sono raccolti da anni su server statunitensi. Succede per quasi tutti social network, Facebook, Instagram, Twitter che pur raggiungendo nazioni in tutto il mondo, continuano a scegliere di non de-locare i loro server fuori dagli USA, come legge imporrebbe.

Già in precedenza la legge europea per la tutela dei dati personali , era stata al centro di una disputa che aveva coinvolto un altro colosso Big Tech, Amazon:i la privacy degli europei non può coinvolgere server che risiedono fuori dal territorio europeo, appunto.

Adesso sembra arrivato il momento in cui le autorità di regolamentazione dei dati sono  starebbero per  emettere una sentenza storica: i trasferimenti di dati di Facebook fino agli States dovrebbero essere bloccati.

Sebbene il caso si concentri su Meta, patron di Facebook, Instagram, Whatsapp, lo stesso varrebbe per tutti gli altri colossi, come Microsoft, Google, Apple, Amazon.

L’impatto, in caso di un effettivo stop alle app di cui detto, avrebbe un impatto dirompente non solo per tutti coloro che usano i servizio a scopo ludico, ma anche per tutti le aziende che affidano loro la struttura di rete interna: i servizi di posta elettronica di Microsoft, Google, o i Server di Amazon ad esempio.

Meta addirittura ha boicottato per interi anni le iniziative di attivisti per la privacy , e infatti nulla è cambiato: il Regolamento generale sulla protezione dei dati, GDPR, è stato bellamente ignorato e il transito di dati attraverso l’Atlantico è continuato tranquillamente. Transito che sarebbe bloccato se il progetto della Irish Data Protection Commission, il principale regolatore di dati di Facebook in Europa, dovesse essere approvato.

In realtà le probabilità di un blocco sono piuttosto scarse, Meta per nessun motivo rinuncerebbe ad un mercato importante come quello europeo.

Harshvardhan Pandit, un ricercatore in informatica al Trinity College di Dublino, crede più probabile l’ipotesi che Meta finalmente si doti di una serie di dati center anche in Europa, strada già intrapresa da colossi come Google o Amazon. Ufficialmente però Facebook non ha ancora dato risposte.

E pensare che alcune  denunce sono partite dall’inizio degli anni 2010 .Nel luglio 2020, i Tribunali europei dichiararono illegale lo scudo per la privacy.

Da anni i dati di comuni cittadini hanno valicato i confini virtuali dell’ Ue su server non opportunamente protetti in modo da poter essere potenzialmente spiati dalla NSA e da altre agenzie di intelligence statunitensi.

 

ANTONIO ALBANESE

 

 

  • 4554 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 3565 Sostenitori
 
 

Ultimi Video