Qui di seguito traduciamo un articolo pubblicato da Reason.com che riporta alcune email – talora per intero, talora in stralci – tra responsabili di Facebook e funzionari governativi del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti.

Cosa vuole mostrare il pezzo? Semplicemente che, come si evince dalla lettura dei testi originali, c’è stata ampia collaborazione tra il social e l’agenzia governativa nel gestire l’opinione pubblica sul Covid 19.

E non solo. Il Cdc ha letteralmente utilizzato Facebook per fermare l’eventuale dissenso nonché censurare parole chiave o addirittura intere frasi. Il dettaglio di come e quando farlo veniva poi concertato tra le parti. Facebook mai ha messo in dubbio la richiesta che gli perveniva dal governo, anzi, ha sempre incoraggiato la collaborazione. Le email, che nel pezzo in inglese sono citate per intero, saranno qui citate nelle parti salienti. Per le email originali si veda il pezzo pubblicato su Reason.com.


Dentro i Facebook Files: le email che rivelano il ruolo cruciale del Cdc nel silenziare il dissenso

Durante la pandemia, il Cdc è stato in costante contatto con Facebook, vagliando ciò che gli utenti erano autorizzati a dire sul social

Il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) ha svolto un ruolo diretto nello stabilire cosa si poteva o meno scrivere sui social media durante tutta la pandemia Covid-19. Le email confidenziali ottenute da Reason mostrano che i moderatori di Facebook erano in costante contatto con il Cdc. Inoltre chiedevano regolarmente ai funzionari della sanità del governo di controllare le affermazioni relative al virus, alle mascherine e ai vaccini.

Per un’analisi più ampia degli sforzi del governo durante l’era pandemica volti a sopprimere la libertà di parola – e se questi abbiano violato il Primo Emendamento – si veda la storia di copertina di Reason di marzo 2023 sulle implicazioni di queste mail.

Quando Elon Musk ha preso il controllo di Twitter, ha permesso a diversi giornalisti indipendenti di esaminare le precedenti comunicazioni della società con l’Fbi, il Cdc, la Casa Bianca e altri funzionari governativi.

Queste rivelazioni, che sono diventate note come i Twitter Files, mettono in luce che i burocrati del governo hanno esercitato pressioni sostanziali su Twitter per limitare presunta disinformazione relativa alle elezioni, al caso di Hunter Biden e al Covid-19.

I Facebook Files rivelano che il Cdc ha avuto una notevole influenza su ciò che gli utenti sono stati autorizzati a discutere sulle piattaforme di Meta: Facebook e Instagram. Ricordiamo che i file sono stati ottenuti da Reason a seguito della causa dello Stato del Missouri contro l’amministrazione Biden.

I messaggi rivelano che il Cdc teneva sotto controllo le politiche di moderazione di Meta e diceva regolarmente alla società quello che la stessa agenzia governativa voleva che facesse. Ad esempio, nel maggio 2021, i funzionari del Cdc hanno iniziato a controllare regolarmente le affermazioni sui vaccini Covid-19 che apparivano su Facebook. La piattaforma ha lasciato che fosse il governo a determinare quali affermazioni erano accurate.

EMAIL 1 ESTRATTO  (da Responsabile di Facebook a responsabile del Cdc, 19 maggio 2021)

(…) qui di seguito ti elenco alcune delle affermazioni sul Covid che Liz segnalerà per voi del team del Ccd. (…) Il vaccino contro il Covid 19 non è sicuro per le donne incinte, (…)non è sicuro nemmeno per coloro che sono sono nelle vicinanze di persone vaccinate, (…) il vaccino non causa magnetismo, morbo di Alzheimer, malattie prioniche, tempesta citochinica, paralisi di Bell. (…) Inoltre il Covid ha un tasso di sopravvivenza del 99.96%. (…), [e anche] (…) le persone cui viene somministrato il vaccino sono parte di un esperimento.

Il responsabile di Facebook nota nell’email che già alcune delle affermazioni di cui sopra starebbero violando le politiche consentite. Questa altro non è che un’implicita ammissione del fatto che l’opinione del Cdc su altre affermazioni sarebbe poi stata decisiva nel far sì che la piattaforma social moderasse o meno il contenuto in questione.

Facebook era chiaramente un partecipante attivo in questo processo. Infatti, i moderatori ripetutamente ringraziano il Cdc per il suo “aiuto nello smentire le fake news.” Le questioni esaminate dal Cdc comprendevano ad esempio se il “Covid-19 era un virus fatto in laboratorio.” Il Cdc ha comunicato a Facebook di sostenere che era “teoricamente possibile, ma estremamente improbabile”.

EMAIL 2 estratto (da responsabile Facebook a funzionario Cdc, 24 maggio 2021)

(…) se qualcuno può confermare che le conclusioni alle quali siamo arrivati sono giuste (…) riporto questo quindi come giusto

domanda: “L’affermazione – Il virus è stato creato dall’uomo – è falsa, non provata oppure vera?

risposta: “Non vi è una risposta certa: sebbene sia più probabile che il virus abbia fatto uno spill over da animale a uomo, la direttrice del Cdc ieri ha detto che potrebbe essere tecnicamente possibile che il virus sia stato creato dall’uomo. Comunque questa ipotesi è delle due la più remota (…)”.

Per mesi, Meta ha vietato agli utenti di affermare che la pandemia poteva aver avuto origine da una fuga di laboratorio. La piattaforma ha rivisto questa politica più o meno nello stesso momento in cui lo scambio di posta elettronica di cui sopra ha avuto luogo. Già a luglio 2021, il Cdc non stava solo valutando quali affermazioni pensava fossero false, ma se queste potevano “causare danno”.

EMAIL 3 estratto (da responsabile Facebook a funzionario Cdc, 26 luglio 2021)

(…) Salve Carol, il nostro team ha identificato altre affermazioni che vorremmo sottoporti per capire se possono essere dannose.

Le affermazioni sono che:

  1. La proteina Spike contenuta nei vaccini è pericolosa/citotossica.
  2. La sindrome di Guillan-Barré è un possibile effetto collaterale del vaccino.
  3. L’infiammazione del muscolo cardiaco è un possibile effetto collaterale del vaccino contro il Covid 19 (anche per i vaccini che non sono ad mRna).

Mi stavo anche chiedendo se il vostro team avesse un database cui attingere che parla di morti correlate al vaccino.(…)

Poi, a novembre, la Food and drug administration (agenzia regolatoria per cibi e farmaci n.d.t.) ha approvato il vaccino Pfizer contro il Covid-19 per i bambini. Meta ha orgogliosamente informato il Cdc che avrebbe rimosso false affermazioni del tipo “il vaccino per il Covid non è sicuro per i bambini” da Facebook e Instagram. Meta ha anche fornito al Cdc una lista di nuove affermazioni sui vaccini e ha chiesto se il governo pensava che potessero “contribuire al rifiuto [degli utenti] nei confronti dei vaccini.”

EMAIL 4 estratto (da responsabile Facebook a diversi funzionari Cdc, 2 novembre 2021)

(…) Volevo dirvi che non appena l’Fda ha approvato il vaccino in via emergenziale per i bambini, abbiamo immediatamente implementato le policy in maniera tale da considerare come disinformazione il fatto che i vaccini erano dannosi per i più piccoli.(…) Abbiamo fatto in modo che se l’utente del social ripete più volte la stessa violazione del regolamento il suo account subisce delle limitazioni. (…) Dal momento che abbiamo identificato un certo numero di altre affermazioni pericolose che compaiono sui social, potreste risponderci entro il prossimo 8 novembre, dicendoci se effettivamente queste affermazioni sono false e se queste affermazioni portano a rifiutare il vaccino?

Il Cdc a quel punto dichiara che tutte le affermazioni si possono etichettare in quel modo.

EMAIL 5 estratto (da funzionario Cdc a responsabile Facebook, 8 novembre 2021)

(…) Sembra che tutto ciò che avete evidenziato sia potenzialmente collegabile ad rifiuto del vaccino (…).

È importante considerare le implicazioni di tutto ciò. Meta ha dato de facto il potere al Cdc di agire da “polizia” contro la presunta disinformazione nei confronti di tutto quello che perteneva il Covid-19. Il Cdc ha di fatto sostenuto che praticamente qualsiasi affermazione non conforme avrebbe contribuito ad allontanare gli utenti dal vaccino e causare danni. Questa era la ricetta perfetta per ottenere silenzio assoluto su Facebook e Instagram, su richiesta implicita del governo.

Meta dava frequentemente al Cdc liste di argomenti legati alla pandemia che erano diventati virali, alla ricerca di una guida su come gestirli. E il Cdc ha detto a Meta “di stare all’erta” per qualsiasi tipo di disinformazione derivante da presunte fake news.

EMAIL 6 estratto (da responsabile Facebook a funzionario Cdc, 20 luglio 2021)

(…) ecco un report che va dal 30 giugno al 13 luglio. (…) Mostriamo nell’allegato quali sono i temi che attraggono maggiormente l’utenza in questo periodo, come i post dell’Unicef, o del presidente Biden a proposito della sua nuova strategia vaccinale. (…) Altri argomenti di cui ci siamo occupati sono la riapertura delle istituzioni, (…) le olimpiadi in collegamento al Covid 19, (…) nonché i vaccini porta a porta. (…) Fateci sapere se ci sono altri argomenti che vorreste esplorassimo in quanto ad interesse ed interazione da parte dell’utenza.

[E a seguire un’altra mail.]

EMAIL 7 estratto (da funzionario Cdc a responsabile Facebook, 9 gennaio 2021)

(…) il test Pcr non ha fallito l’approvazione e non è stato ritirato dall’Fda per quanto concerne [la diagnostica] del Covid 19(…).

Meta ha anche tenuto informato il Cdc delle critiche rivolte ad Anthony Fauci. Ricordiamo che Fauci era consigliere della Casa Bianca e capo del National institute of allergy and infectious diseases, il Niaid (Istituto nazionale di allergie e malattie infettive, n.d.t.). In una email il Cdc veniva avvertito che gli utenti di Facebook prendevano in giro Fauci. Questo perché l’uomo aveva cambiato idea sulle mascherine e sul fatto che a volte diceva di utilizzarne due. Il Cdc ha apprezzato tale informazione dicendo che era “molto utile”.

EMAIL 8 estratto (da responsabile Facebook a funzionario Cdc, 16 febbraio 2021)

(…) ecco altri argomenti di discussione che ricorrono spesso, tra condanna e successo della campagna vaccinale, e altri post riguardanti lo scetticismo sui vaccini e la loro efficacia specialmente nei gruppi, (…) vi sono persone che riportano di morte post vaccinale, (…) persone che parlano delle mascherine seppur cosa non correlata al vaccino, (…) e sempre più persone parlano delle loro esperienze dopo aver fatto il vaccino.

Se il tono delle comunicazioni di Meta sembra eccessivamente amichevole, non è tutto. Vale infatti la pena ricordare che i dipendenti dello staff hanno considerato i dipendenti governativi del Cdc come loro “colleghi.” In una email in particolare, Meta ha detto di voler fornire ai “colleghi” l’accesso a un “canale dove fare report” per presunta disinformazione sul Covid-19. L’elenco delle persone con accesso includeva il personale del Cdc, così come i dipendenti di Reingold, una società di comunicazione, consulente delle agenzie sanitarie governative.

EMAIL 9 estratto (da responsabile Facebook a funzionario Cdc, 13 aprile 2021)

(…) Salve Carol, potresti controllare se i seguenti indirizzi email sono corretti così da fare un canale diretto con voi e gli altri colleghi di Reingold?

[lista di indirizzi con dominio Cdc e Reingold]

Questa è solo un’idea dei messaggi scambiati tra il Cdc e Meta. I due avevano anche regolari chiamate in videoconferenza. Il Cdc non era l’unico braccio del governo impegnato in questo lavoro, naturalmente. I membri dello staff della Casa Bianca hanno addirittura criticato Meta per non aver ripulito la piattaforma dalla presunta disinformazione abbastanza in fretta.

Lo stesso presidente Joe Biden ha accusato Facebook di “uccidere persone” nel luglio 2021. Ci si chiede se queste accuse da parte di Biden e altri nella sua amministrazione, e le relative minacce nel caso in cui le richieste di una maggiore censura non fossero state soddisfatte, non abbiano forse influenzato la decisione di Meta di delegare la moderazione dei contenuti relativi al Covid-19 al Cdc.

Articolo di Robby Soave, traduzione di Martina Giuntoli