Così piccoli, eppure… Terza dose perfino a loro. Mercoledì 19 ottobre 2022 l’Ema (l’agenzia europea per i medicinali) ha raccomandato l’uso dei vaccini Covid anche nei bambini dai sei mesi in su. Abbassata dunque ulteriormente l’età minima, che finora era pari a cinque anni.


Secondo l’Ema, il vaccino Comirnaty di Pfizer è adatto ai bambini dai sei mesi ai quattro anni. Spikevax, il vaccino di Moderna, va bene dai sei mesi ai cinque anni. In tutti e due i casi, la somministrazione avviene attraverso iniezioni nei muscoli della coscia o della parte alta del braccio. Dosi e tempi sono però diversi.

Per il Comirnatiy di Pfizer sono raccomandate tre dosi, da tre microgrammi l’una. Le prime due somministrazioni avvengono a tre settimane di distanza; la terza, almeno dopo altre otto settimane. Due dosi da 25 microgrammi l’una, invece, per lo Spikevax di Moderna: seconda iniezione quattro settimane dopo la prima.

Davanti al Parlamento europeo, una manager di Pfizer ha di recente ammesso che, quando il vaccino Covid è stato immesso in commercio, la casa farmaceutica non sapeva se era in grado di impedire la trasmissione del virus. Infatti, anche per quanto riguarda i bambini piccoli, la raccomandazione all’uso dell’Ema fa riferimento solo allo sviluppo di anticorpi: esso è analogo, dice l’Ema, a quello dei giovani con età inferiore ai 25 anni sottoposti a più alte dosi dei due preparati.

Gli effetti collaterali più comuni citati dall’Ema fino ai 23-36 mesi d’età sono irritabilità, pianto, perdita di appetito, sonnolenza. Nel caso del Comirnaty di Pfizer, anche eruzione cutanea e indolenzimento nel punto dell’iniezione.

Il semaforo verde dell’Ema al vaccino Covid per i piccolissimi segue quello che l’Fda, l’agenzia per gli alimenti e i medicinali degli Stati Uniti, ha acceso nel giugno scorso.

I bambini non sono adulti in miniatura. Hanno in linea generale una maggiore sensibilità nei confronti degli agenti esterni, benefici o dannosi che siano. Una cellula danneggiata in questa fase può produrre un’intera linea cellulare danneggiata. Se l’esposizione e le lesioni sono più tardive, i danni conseguenti sono minori.

GIULIA BURGAZZI

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