Elon Musk, il “Tony Stark” di Tesla, si compra il 9,2 per cento di Twitter e diventa così il maggior azionista del social cinguettante. I media mainstream si concentrano sulla notizia di un sondaggio lanciato da Musk per portare il tasto modifica sul popolare social, ma la vera notizia è un’altra: il nido di Dorsey sino a ieri il più liberal fra tutti i social network non sarà più così liberal.

L'”Iron Man” sudafricano è di fatto la bestia nera della sinistra fucsia: corre cattivissimo sangue tra lui e Sleepy Joe Biden, e la faida tra i due è emersa anche recentemente con attacchi e sgarbi reciproci. Ma soprattutto Elon Musk ha appoggiato la rivolta dei camionisti no vax contro il premier canadese Justin Trudeau e fu proprio sul social Twitter che “Iron Man” ha attaccato le misure di Trudeau e, sempre su Twitter, Musk ha paragonato Trudeau a Hitler scatenando polemiche

Twitter è, per antonomasia, il social dei liberal. E’ il social che dopo Capitol Hill ha bannato per sempre l’ex presidente americano Donald Trump, e che censura ogni opinione troppo contraria al pensiero unico. Twitter è il principale social “politico”, e anche se è meno oppressivo di Youtube o Facebook ha subito comunque finora la furia censoria calata dall’alto.

L’acquisto di Musk cambia le carte in tavola, rompendo l’egemonia sui social. E’ davvero la svolta per “cambiare dall’interno”. L’eccessivo controllo aveva portato ad un lento declino dei social tradizionali, anche se quelli alternativi come MeWe o Truth non decollano. Ovviamente è un cambio che fa sperare nella fine dell’eccessiva censura ideologica e ridà fiato a queste vecchie glorie un po’ spompate, al punto che dipendenti Twitter molto vicini all’ideologia dominante già stanno annunciando dimissioni di massa.

Intanto la Borsa, che guarda ai fatti e non alle ideologie, ha molto ben accolto la notizia: Twitter vola, e probabilmente non solo per il peso del nome del Tony Stark sudafricano.

ANDREA SARTORI

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