In Francia si ripete quello che in America fu l’incubo dei dem in era Trump: i sondaggi danno perdente il candidato costruito a tavolino per vincere. Per la prima volta un sondaggio dà Marine Le Pen in vantaggio sul presidente Emmanuel Macron.

E’ il sito Atlas Politico a pubblicare il sondaggio e a mostrare un leggero vantaggio della candidata del Front National sul presidente “improvvisato” dagli spin doctor anni fa in piena ondata populista per rimediare all’inevitabile caduta del socialista Hollande.

L’erosione del consenso a Macron era però costante da giorni. E questo i media francesi lo hanno mostrato apertamente anche se nessuno ha avuto il coraggio di far vedere il vantaggio della Giovanna D’Arco del Front National. E subito Macron corre ai ripari con l’accusa più di moda in questo periodo: il mio avversario è amico di Putin.

Putin ha indirettamente fatto un favore a Marine Le Pen facendo cadere nei sondaggi l’altro candidato populista di destra, Eric Zemmour che aveva invocato la necessità di un “Putin francese”. E la stessa Le Pen lo riconosce: mi fa sembrare una moderata.

La minaccia maggiore per Macron non viene da destra, ma da sinistra, e si chiama Mélenchon, leader della France insoumise (“Francia ribelle”) che si stabilizza come terzo nei sondaggi. Mélenchon è un populista di sinistra e faceva paura anche nel 2017, ma oggi il suo peso può essere determinante.

Perché molto probabilmente sono saltate le vecchie categorie di “destra e sinistra” ma si è “populisti contro élite” e Macron è indubbiamente uomo d’élite. Bisognerà capire, se si andrà al secondo turno, come saranno le strategie: nel 2017 fu un “tutti con Macron” contro la “fascista” Le Pen. Oggi le cose sono cambiate: la “fascista” pare una moderata, mentre cresce il malcontento verso il presidente. E forse anche a sinistra si arriverà a preferire una “populista moderata di destra” al piccolo Draghi in salsa “Asterix”?

ANDREA SARTORI

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