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Notizie15 Dicembre 2021

Doppia morale UE sul vaccino: per la plebe indispensabile, per i potenti solo tampone

Di ·642 contenuti pubblicati
L'articolo analizza la doppia morale dell'Unione Europea riguardo ai vaccini, evidenziando l'obbligo di tampone per i potenti. Si discute anche delle implicazioni di questa disparità nel trattamento tra cittadini e élite.
Punti chiave
  • L'ordinanza di Speranza richiede tampone negativo per entrare in Italia.
  • I vaccinati possono ancora contagiare e ammalarsi di Covid.
  • La Commissione Europea critica il Governo Draghi per il green pass.
  • Politici e giornalisti devono esibire tampone negativo per eventi ufficiali.
  • C'è una narrazione opposta sui non vaccinati nei media e in politica.
L'articolo

Il diavolo fa le pentole (vaccinali) ma non i coperchi, e i coperchi mancanti sono riassunti nell’ordinanza del ministro Speranza che prevede l’obbligo tampone Covid negativo – il vaccino non basta più – per entrare in Italia da numerosi altri Paesi, compresi quelli dell’UE.

I vaccinati possono contagiarsi, contagiare e ammalarsi: possono anche morire. Il riconoscimento implicito nell’ordinanza di Speranza – un riconoscimento peraltro tardivo – scardina l’impianto del green pass UE, secondo il quale il vaccino è sufficiente per varcare le frontiere interne: infatti la Commissione Europea ha bacchettato duramente il Governo presieduto da Draghi che pure è sua emanazione. Scardina tutta l’enfasi vaccinale contenuta nel green pass e nel super green pass nazionale, nonché l’obbligo di vaccinazione imposto ad un crescente numero di categorie professionali. Scardina, infine, mesi e mesi di narrazione sui vaccini.

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Ma a ben guardare, da molti mesi ai piani alti si pratica la doppia morale sui vaccini: imposti come salvifici alla plebe, insufficienti per incontrare i potenti che temono di ammalarsi di Covid.

Già in estate dovevano esibire un tampone negativo i giornalisti intenzionati a partecipare alla conferenza stampa organizzata dal Governo per illustrare come il green pass derivante dalla vaccinazione sarebbe diventato presto necessario per entrare in pizzeria. Il leader della Cgil Landini, seppur vaccinato, in settembre ha dovuto sottoporsi al tampone per incontrare Draghi.

E anche a Bruxelles, dove si stracciano le vesti per il tampone imposto alla frontiera, il vaccino non serve ai giornalisti che vogliono seguire il summit dei capi di Stato e di Governo in programma a partire da domani per parlare anche di vaccini obbligatori. Tuttavia per entrare nei palazzi e documentare i loro lavori i giornalisti dovranno avere un tampone negativo oppure un certificato che attesti la guarigione dal Covid avvenuta negli ultimi sei mesi.

Intanto però, mentre i politici si proteggono dai vaccinati che possono contagiarli, da mesi i media, i politici e i vip ci scartavetrano i cabassisi martellando sull’opposta narrazione: la famosa colletta di Burioni per pagare Netflix ai non vaccinati “chiusi in casa come sorci”, le ipotesi di lockdown solo per i non vaccinati, l’appello a non fare entrare in casa i non vaccinati durante le feste di Natale.

E in televisione, poi. Roberto D’Agostino, alias Dagospia: Non voglio stare con un no vax, se il signore non è vaccinato me ne vado. Myrta Merlino: Non ci voglio più stare tra persone non vaccinate.

Vadano tutti quanti a farsi un tampone. Un tampone semplice, qui non siamo cattivi: il costo psichico del tampone piace al ministro Brunetta, e noi non siamo come loro.

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