Sostieni il canale
1.534 di 2.000 sostenitori questo mese 76%
Dona
Salta al contenuto principale

Visione TV

a
Notizie5 Aprile 2022

Docenti in cantina: la punizione da girone dantesco dei prof no vax

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza la situazione dei docenti non vaccinati reintegrati, evidenziando le condizioni lavorative degradanti a cui sono sottoposti. Si discute anche dell'impatto di queste misure sull'insegnamento e sulla società, in un contesto di crescente frustrazione e disfunzionalità familiare.
Punti chiave
  • I docenti non vaccinati sono reintegrati ma con mansioni degradanti.
  • Le condizioni lavorative sono spesso insoddisfacenti e insicure.
  • Il ministero paga un sostituto mentre i docenti sono in punizione.
  • L'agenda globalista ha distrutto il nucleo della famiglia e della scuola.
  • Ci sono annunci di ricorsi e scioperi da parte dei docenti penalizzati.
L'articolo

Con l’inizio di aprile si è proceduto al reintegro dei docenti non vaccinati nella compagine scolastica in mezzo alle scontate e crescenti polemiche da ambo le parti. Gli ormai sempre più numerosi e sempre meno silenziosi insegnanti che non hanno accettato il ricatto della dose di stato potranno adesso essere nominalmente riammessi all’interno dei plessi, tuttavia adibiti a diversa mansione e con orario lavorativo adattato a 36 ore, contro il massimo settimanale di 25 ore per i docenti dell’infanzia precentemente stabilito dal contratto lavorativo.

Le mansioni cui sarebbero destinati sulla carta i rieducandi sono molteplici, come il servizio biblioteca, l’organizzazione dei laboratori o altre non meglio precisate attività di supporto nell’ambito dei servizi amministrativi.  Nella realtà dei fatti però tutte queste belle intenzioni non trovano poi effettivo riscontro pratico dal momento che sono molti i distretti scolastici a non avere nemmeno le strutture presso cui piazzare il personale reintegrato.

Pubblicità

Il risultato è un esercito di docenti dichiarati “temporaneamente inidonei al servizio” che viene collocato letteralmente dove capita, talora anche negli scantinati a rimettere a posto gli archivi, in condizioni di sicurezza discutibili, tra muffa, mucchi di banchi pericolanti e caldaie sotto terra, mentre il ministero sta contemporaneamente pagando anche un sostituto che vada in classe al posto del ribelle no-vax. Sui social girano filmati sconcertanti ( sia per chi li ha girati, sia per chi è poi costretto a vederli), di docenti letteralmente reclusi in luoghi angusti da un sistema che li sta discriminando e che pur di mantenere il punto è disposto a pagare doppio.

Una cosa è certa, l’esercito dei rieducandi, che nel purgatorio ministeriale deve scontare una pena più o meno lunga, potenzialmente senza fine,  sicuramente non potrà rientrare per il momento a contatto con le classi, ormai esclusivo privilegio degli obbedienti.

Tuttavia, se si pensa che questa sia solo una mossa frettolosa, come qualcuno ha affermato,  dettata dal caso e dalla semplice precauzione di coloro che ritengono i prof ribelli esseri pericolosamente pensanti da tenere assolutamente lontano dagli occhi e dal cuore degli studenti, si commette un grave errore di valutazione. Non vi è nulla di casuale, nulla di improvvisato, nulla che il più o meno recente passato non possa e debba  spiegarci.

Negli ultimi trent’anni l’agenda globalista ha provveduto in maniera capillare alla distruzione del nucleo fondante della società, la famiglia. Ha reso le madri ed i padri dei soggetti frustrati che non si godono mai (o solo raramente) la coesistenza del trinomio figli, famiglia e lavoro. Lo stipendio non basta mai (o quasi) a coprire nemmeno le spese, si lavora sempre di più e a condizioni contrattuali vergognose, e soprattutto non si riescono a seguire i ragazzi nelle loro necessità crescenti di bambini prima, e di giovani adulti poi.

Il risultato? Frustrazione, disfunzionalità, famiglia destrutturata.

Insieme a questo primo ko, l’agenda ha provveduto contemporaneamente  a distruggere anche il comparto scuola. Ha iniziato privando della necessaria autonomia didattica gli insegnanti, che quindi si sono ritrovati semplici burocrati e meri esecutori della volontà del leviatano ministeriale, ha poi continuato con l’abbreviazione e la semplificazioni dei programmi programmi, per poi arrivare a diminuire l’aspettativa nei confronti dei risultati ottenuti da parte degli studenti. Si insegna sempre meno per poi pretendere sempre meno.

Ultima novità di questi giorni, si pensi addirittura che in Spagna ad oggi la proposta del ministero è quella di eliminare interi corsi dalle classi, materie come storia e filosofia spariranno, per essere sostituite con tematiche ambientaliste ed LGBT, senza che nessuno opponga fermamente al bulldozer mondialista l’idea  che uno studente che cresce senza il “quando” ed il “perchè” delle cose  sia poi destinato a vivere nel solo presente e nella fattiva impossibilità di  concettualizzare la propria identità e di sviluppare una certa progettualità sociale. Triste fine per i giovani, ghiottissima opportunità per il globalismo imperante.

Tuttavia, per tornare alla scuola ed ai docenti,  ultimo baluardo ancora rimasto in piedi  di questa struttura era  l’insegnante. Nonostante il lockdown, nonostante le lezioni da remoto, nonostante le poche materie rimaste, nonostante i programmi, nonostante mille altre cose, l’insegnante era ancora il terzo incomodo tra Stato e studenti da dover far fuori, in un modo o in un altro, fatta eccezione, ma  temporaneamente, per coloro che avevano mostrato cieca obbedienza al padre padrone.

Come fare dunque per demolire la sua figura? Non vi era altro modo che metterlo alla berlina (o in cantina se preferite)  mostrando a tutti la sua inutilità. Se un docente rientra a scuola ma in sostanza alberga tra le stanze del plesso senza aver nulla da fare, in più vi resta per molte ore, e deve essere anche inutilmente pagato, il ministero ha così mostrato alla collettività, conti alla mano, che il docente non serve a nulla. Anzi che è un peso economico e sociale assolutamente da evitare.

Molti hanno già annunciato ricorsi e scioperi, ma per il momento i rieducandi sono ancora in punizione.

MARTINA GIUNTOLI

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV, con i contenuti esclusivi del nostro inviato in Ucraina Giorgio Bianchi. Per aiutare Visione TV a sostenere le spese per la missione di Giorgio Bianchi, clicca QUI: anche un piccolo contributo è importante!

★ Sostieni il giornalismo indipendente

Hai trovato valore in questo video?
Aiuta a tenere viva questa voce indipendente.

Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.

★ Diventa sostenitore
📚 Lettura consigliata · Visione Editore
Pandemia: Storia di un progetto criminale – Visione 13/2024
Pandemia: Storia di un progetto criminale – Visione 13/2024
Perché leggerlo: Il libro tratta della pandemia e delle conseguenze sociali, inclusa la discriminazione dei non vaccinati, in linea con il tema dell'articolo.
Scopri il libro →

Discussione

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Geopolitica e informazione libera. Una televisione indipendente sostenuta da chi la guarda.

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità
Sostieni Visione TV