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Energia30 Novembre 2022

Crisi energia, Il Cern di Ginevra ha spento l’acceleratore di particelle

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la decisione del Cern di Ginevra di spegnere l'acceleratore di particelle per risparmiare energia. Si discute anche dell'impatto della crisi energetica europea e delle difficoltà del parco nucleare francese.
Punti chiave
  • Il Cern ha spento l'acceleratore di particelle per risparmiare energia.
  • La crisi energetica europea influisce sul funzionamento del Cern.
  • L'LHC consuma un terzo dell'energia di Ginevra quando è attivo.
  • Edf può interrompere l'elettricità al Cern con breve preavviso.
  • La Svizzera è un grande importatore di energia elettrica francese.
L'articolo

Il Cern di Ginevra ha spento il suo acceleratore di particelle per risparmiare energia elettrica.

Chiaro segnale di quanto sia grande il buco nero nella rete elettrica europea dovuto, oltre che a tutto il resto, anche ai malanni e al mancato funzionamento del vetusto parco nucleare francese.

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Il Cern è l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare. Il suo laboratorio, con sede appunto a Ginevra, studia la fisica delle particelle. L’elemento di punta di questo laboratorio è l’acceleratore di particelle che si chiama LHC (Large Hadron Collider).

L’LHC consuma moltissima energia. Quando è in funzione, il Cern ne assorbe una quantità pari ad un terzo di quella utilizzata dalla città di Ginevra. Il fornitore di elettricità del Cern è la francese Edf, (Électricité de France). E dunque…

In traduzione:

L’LHC comincia il suo letargo stagionale. Lo stop di fine anno del Cern inizia oggi (lunedì 28 novembre, ndr) e segna la fine del LHCRun3 (il terzo ciclo di funzionamento e raccolta dati, iniziato nella primavera scorsa, ndr). Ecco l’elenco completo di ciò che abbiamo ottenuto durante questo ciclo di funzionamento

Mentre i cultori della materia consultano l’elenco, a tutti gli altri interessa piuttosto il fatto che lo stop dell’acceleratore di particelle avviene con due settimane di anticipo rispetto ai programmi di risparmio energetico decisi in vista di questo inverno freddo e buio. Inoltre è accompagnato da una riduzione del funzionamento pari al 20% durante il 2023.

Non basta ancora. Sempre per risparmiare energia, Edf potrà togliere l’elettricità al Cern con brevissimo preavviso. Il Cern stesso ha preparato i piani di emergenza da attuare qualora la rete elettrica svizzera non possa immediatamente subentrare a quella francese.

A questo proposito bisogna ricordare che la stessa Svizzera è storicamente un grande importatore di energia elettrica francese: quella stessa energia prodotta per il 70% da centrali nucleari ora per metà ferme a causa della necessità di manutenzione programmata e soprattutto  imprevista, la cui esecuzione sta procedendo molto lentamente.

Anche l’Italia è, anzi sarebbe, un grande importatore di energia elettrica francese: e rischia di trovarsi nella stessa condizione della Svizzera e del Cern.

GIULIA BURGAZZI

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