Davanti all’oramai evidente fallimento nella strategia contro la Russia vediamo in questi giorni un gran rimpasto delle leadership occidentali. E in dubbio c’é anche Draghi. Il “governo dei migliori” ha già visto il rischio di vedersi staccare la spina proprio in occasione del vertice NATO con un Draghi che in fretta e furia ha mollato tutto per recarsi al Colle. Ed ecco che nuovamente Draghi si reca da Mattarella lasciandosi scappare una frase sibillina: ne ho piene le tasche.

Cosa c’é dietro? Per ora non lo possiamo sapere, non essendo noi nella testa di Draghi. Potrebbe esserci l’ego di un leader narcisista che vuole sentirsi supplicare di restare nemmeno fosse Gesù Cristo. Ma potrebbe esserci anche una gran pantomima portata avanti anche dal Movimento 5 Stelle per permettere il cambio di leadership e offrire a Draghi un’uscita di scena onorevole scaricando tutto sul successore.

A Mario Draghi, l’uomo del Whatever it takes, Palazzo Chigi va stretto. Lui voleva il Quirinale: per Draghi la rielezione di Mattarella è stata una sconfitta personale. “Mi candidano ovunque, ma io un lavoro me lo trovo da solo” aveva detto il primo ministro. E molti già fanno previsioni: Draghi avrà il seggio di segretario generale della NATO e questo spiegherebbe l’atteggiamento guerrafondaio al limite dell’autolesionismo per l’Italia: a Draghi dell’Italia non importa un fico secco, ha ben altre ambizioni.

Quindi una crisi di governo al momento è probabile proprio per questo avvicendarsi ai vertici, questo rimescolare le carte dinanzi ad un Putin che, almeno per ora, sta vincendo su tutti i fronti. Ma dopo Draghi. Mai dimenticare il famigerato editoriale di Marcello Sorgi su “La Stampa” del 29 luglio 2021 nel quale si era arrivati a pronosticare, in caso di caduta del governo Draghi, un “governo elettorale, forse persino militare”.

All’epoca questa uscita scatenò una bufera, ma potrebbe essere stato un lasciarsi sfuggire ciò che non deve essere detto. In ogni caso Draghi potrebbe mollare davvero lo shock di un’economia di guerra ad un governo militare mentre lui gioca coi soldatini alla NATO, Un governo militare potrebbe reprimere tranquillamente ogni ribellione.

Probabilmente era già tutto previsto dal 2014 quando, dopo Maidan, si era decisa la guerra a Mosca stoppata temporaneamente dall’amministrazione Trump. Quindi una possibile caduta di Draghi potrebbe solo essere un tentativo di via d’uscita per ben altro

ANDREA SARTORI

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