“E il governo Draghi avrebbe le settimane contate. Spoiler: staccherà la spina a Contecosì titolava una settimana fa “Investire oggi”. La causa della fine di Draghi sarebbe l’uscita di Di Maio dal Movimento 5 Stelle.

Il governo non è caduto e Draghi assicura che non cadrà. Ma è tornato di fretta e furia dal vertice NATO ed è corso al Quirinale per un colloquio di un’ora con Mattarella. Il nuovo Duce ha temuto un 25 luglio e subito si è affrettato a chiedere la fedeltà a tutti i partner di governo. La stampa mainstream cerca di dare un quadro tranquillizzante della situazione. “Draghi minimizza sulle tensioni” scrive Il Giornale mentre il Corriere tiene una linea più marcatamente anti-Conte: “Conte-Draghi: la dura telefonata dopo le accuse: se ci volete fuori dal governo, ditelo“. Quasi tutti minimizzano.

Non il Fatto “travagliesco” come viene con disprezzo definito dai berluscones de il Giornale che parla ampiamente del casus belli: Draghi avrebbe cercato di convincere Grillo a seguire Di Maio. Come scriveva una settimana fa “Investire Oggi” il caso Di Maio potrebbe segnare la caduta di Draghi per mano di quel Conte che sta aspettando la vendetta per la caduta. Gli altri quotidiani minimizzano e smentiscono che Draghi abbia consigliato a Grillo di mollare l’ex premier.

Ma non solo il Movimento e in fermento per il caso Di Maio. Anche Salvini scalpita. Draghi ha certo chiesto la fedeltà a tutti i suoi cagnolini, ma come può Salvini accettare cose come lo ius scholae e la droga libera? Cadrebbe davvero l’ultimo baluardo leghista e anche lo zoccolo duro di Pontida se ne andrebbe.

Tuttapposto dice il premier, il governo non cade: ma tornare in fretta e furia dal vertice NATO soprattutto da parte di un guerrafondaio come Draghi è un segnale chiaro di crisi. Il 24 luglio 1943 il ministro degli Esteri del Reich Joachim von Ribbentrop telegrafò a Berlino “La posizione del Duce non è mai stata così forte”. Quella sera il fascismo cadeva. Per ora Draghi parrebbe averla scampata, ma dietro le frasette rassicuranti si intuisce il terremoto. Il governo oramai è tenuto insieme con lo sputo e Draghi si trova nella stessa situazione di Conte a febbraio 2021: la dittatura è agli sgoccioli e non è un caso che i quotidiani lascino quasi in secondo piano questa crisi sottolineando le misure draghiane per ammazzare le partite iva

Il governo è in coma irreversibile. Sarebbe ora che qualcuno finalmente stacchi la spina. E dipende da Conte prendere il coraggio per farlo, liberandoci dell’esecutivo più nefasto della Storia unitaria assieme a quello di Mussolini

ANDREA SARTORI

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