Ogni giorno pensosi editoriali sui più grandi giornali, ad opera di celebri firme, si interrogano sul perché e il percome dei novax. Talvolta seriamente, ma più spesso evocando pene medioevali quali la “morte civile” come ha fatto ieri Stefano Feltri.

Ogni giorno, poi, un politico si sveglia e sa che deve immaginare una nuova costrizione, una diversa minaccia, una qualche creativa “spintarella” per indurre i milioni di recalcitranti al vaccino. Anche le più alte autorità morali si cimentano volentieri in tale attività.

Tutti, a quanto pare, destinati ad un buco nell’acqua: i milioni di “ostinati” resteranno tali, o almeno una buona parte di essi. Eppure, basterebbe togliersi i paraocchi del pregiudizio per capire cosa passa davvero per la testa di questi misteriosi novax e trovare quindi il modo per convincerli. Giornalisti, politici, virologi, non ne siete capaci? Va bene: in uno slancio di generosità, vi aiuto io.

Anzitutto, occorre che vi arrendiate ad un semplice concetto: ci sono milioni di persone che vedono questo vaccino (questo, e magari non altri) al pari di un’iniezione letale. Assurdo? Può darsi. Ma non è battendo i piedini in terra e insultandoli che si cambia questo dato di fatto.

E se lo considerano un’iniezione letale, ne consegue che non esiste alcuna minaccia che possa convincerli. La perdita del lavoro, della pensione, il pubblico ludibrio, il carcere, le manganellate, la morte civile, nulla di tutto ciò può essere peggio della pena capitale. Capite ora perché state facendo uno sforzo vano?

Il modo per convincerli è uno e uno solo: dimostrare che il vaccino è utile, ed innocuo. E no, non si fa proclamando in tv “E’ utile ed innocuo!”, o facendolo dire ad un virologo famoso. Bisogna proprio provarlo. Ad esempio portando dati (veri) che mostrino come, nei Paesi più vaccinati del nostro, i morti e i gravi si siano azzerati e i contagi quindi non abbiano più importanza, al pari dell’influenza. Niente più tamponi, niente più quarantene, se nessuno si aggrava diventa una malattia come un’altra. Sarebbe un argomento molto convincente. Al momento questo argomento, purtroppo, è zoppo: nel vaccinatissimo Israele gli ospedali scoppiano di malati, mentre la Danimarca (che ha dichiarato finita l’emergenza) non pare presa a modello dal nostro governo. Nessuno mai, qui da noi, ha menzionato la fine di tamponi, controlli, quarantene e Green Pass. Perché la gente dovrebbe vaccinarsi allora, davanti a una pandemia perpetua? Qual è l’utilità?

Ma è l’innocuità il punto davvero importante. Per convincere gente spaventata (perché spesso più informata di voi, la paura non è sempre “irrazionale”) ci vogliono i fatti, non le chiacchiere o peggio le minacce. E come si dimostra che un farmaco è innocuo? Ad esempio, con ampi studi alla mano che mostrino come in gravidanza non abbia avuto effetti collaterali, che negli immunodepressi non abbia scatenato reazioni, che nei ragazzi non ci siano stati danni. A breve e a lungo termine. Esistono, questi ampi studi? No, non ce n’è stato il tempo, persino le industrie produttrici lo scrivono nero su bianco nel bugiardino. Inoltre, mentre fate finta di non accorgervene, la popolazione parla moltissimo dei “malori improvvisi”: con il trascorrere dei mesi, ormai quasi tutti conosciamo qualcuno colpito da malattie gravi o persino fatali poco dopo la dose. 506 morti in data luglio, secondo Aifa. E quando si tratta dell’amico, del cognato, o della simpatica farmacista all’angolo, non c’è propaganda televisiva che tenga: non potete metterci la pezza in nessun modo.

Per cui, se volete convincere i novax, il consiglio migliore è questo: offrite un vaccino davvero utile e davvero innocuo, e dimostratelo dati e fatti alla mano. Ci vuole tempo per arrivarci? Certo. Ci si riuscirà mai? Chissà. L’alternativa scelta finora però è peggiore: imporre alla popolazione un farmaco inutile e/o dannoso. E su queste basi, è alquanto improbabile che riusciate a trascinarli tutti all’hub.

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