Bollette elettriche, arrivano gli sgravi? Sì, ma per finta

La bolletta elettrica, così com’è strutturata in Italia, è la tassa sul macinato del XXI secolo. Gli interventi che il Governo va tratteggiando per mitigare gli annunciati rincari non sembrano voler incidere su questa caratteristica.

Senza i correttivi, secondo quel che il ministro Cingolani ha affermato, l’aumento sarebbe del 40%. Non è vero, ma su questo sfondo gli effetti degli annunciati sgravi risulteranno amplificati e magnificati. Ma finché la bolletta manterrà l’attuale architettura, che è diabolica e non progressiva, non si potrà risparmiare granché neanche cenando al buio e tenendo lo scaldabagno spento, cosa che provoca un gran godimento delle società dell’energia dato che gli italiani, in una situazione del genere, tendono ad usare più energia del necessario e anzi addirittura a sprecarla. E poi devono pagarla, ovviamente.

Quel 40% di aumento da ottobre paventato dal ministro riflette l’aumento del prezzo del gas che viene bruciato per produrre energia elettrica. Ma più di un terzo dell’energia elettrica italiana deriva da fonti rinnovabili. Inoltre nella bolletta dell’elettricità la spesa per l’energia vera e propria rappresenta meno della metà dell’importo. Alla luce di questi fatti, con o senza sgravi governativi l’impatto in bolletta del rincaro dell’energia (che pure ci sarà) risulta ridimensionato.

Ciò che rende simile la bolletta italiana alla tassa sul macinato di antica memoria è la struttura uscita dal ricalcolo effettuato a partire dal 2017.

In estrema sintesi: prima del 2017, chi consumava poco pagava il kWh ad un prezzo inferiore mentre ora il prezzo è uguale per tutti; esistono inoltre quote uguali per tutti legate non all’effettivo uso di energia ma alla potenza del contatore, alla misurazione dell’energia e alla sua  commercializzazione.

Con il ricalcolo, la bolletta dell’elettricità è rincarata notevolmente per la generalità degli italiani e soprattutto è diventata un salasso anche quando si fa tutto il possibile per risparmiare energia. La stortura non verrà toccata dalla diminuzione dell’Iva e degli oneri di sistema prospettati dal Governo.

In altri Paesi spira un’aria diversa: Francia e Grecia preparano una sorta di bonus per i redditi più modesti mentre la Spagna si accinge addirittura a far a diminuire le bollette recuperando gli extra profitti maturati dalle società dell’energia grazie al rincaro dei prezzi all’ingrosso.

L’Italia, salvo colpi di scena, continuerà a pagare la tassa (elettrica) sul macinato e le società dell’energia avranno sempre il coltello (o l’interruttore) dalla parte del manico.

DON QUIJOTE

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