Begli amici, eh. Se la crisi del gas  innescata dalla guerra e dai tagli di forniture decisi dalla Russia diventerà più grave, se per la Gran Bretagna le cose si metteranno male davvero, la stessa Gran Bretagna chiuderà i gasdotti che consentirebbero di aiutare la boccheggiante Unione Europea, Italia compresa. Lo scrive il Financial Times.

Ma la Gran Bretagna e l’Unione Europea non sono sulla stessa barca, ovviamente coesa e solidale, dell’Alleanza Atlantica che aiuta l’Ucraina contro la Russia? Non importa: ciascuno per sé, e per gli altri solo se ce n’è. Il messaggio, stringi stringi, è questo.

Come scrive il Financial Times, il “ciascuno per sé” è fra i primi provvedimenti che la Gran Bretagna ha previsto di adottare in caso di grave penuria di gas. In questa evenienza, metterà fuori servizio i gasdotti che le permettono di mandare gas in Irlanda, che è un’isola, e soprattutto in Belgio e in Olanda: di lì, ovviamente, il gas può prendere la strada di molti altri Stati UE.

I giacimenti che la Gran Bretagna possiede Mare del Nord soddisfano quasi la metà del suo fabbisogno di gas. Un altro 29% le arriva dalla Norvegia, attraverso un gasdotto. Per il resto, la Gran Bretagna si affida al gas liquefatto (circa il 23% del fabbisogno complessivo) che arriva da fornitori come Qatar e Stati Uniti. In tempi normali, solo una minima parte del gas liquefatto importato dalla Gran Bretagna veniva dalla Russia: ragion per cui la rinuncia non le pesa.

I gasdotti che uniscono la Gran Bretagna ad Olanda, Belgio ed UE stanno diventando un tassello molto importante negli sforzi della UE per fare a meno del gas russo a costo di fare male, molto male, alle attività economiche ed ai cittadini.

Infatti la Gran Bretagna ha una notevole capacità di rigassificazione. E’ l’indispensabile trattamento al quale il gas liquefatto deve essere sottoposto prima di entrare nella rete di distribuzione. Solo la Spagna, in Europa, importa più gas liquefatto della Gran Bretagna: ma la rete spagnola dei gasdotti consente scarsissimi scambi con gli altri Paesi. Il gas liquefatto è carissimo, ma in caso di guai ancora più seri di quelli attuali – ed è lecito attenderseli durante l’inverno – gli impianti di rigassificazione e i gasdotti della Gran Bretagna sarebbero quel che si dice una mano santa per la Germania, per altri in Europa centrale, forse perfino per l’Italia. E invece…

E invece, se il cielo si farà nero, nel nome della più pura solidarietà atlantica la Gran Bretagna chiuderà il gas all’UE e dirà, ovviamente, che è tutta colpa di quel cattivone di Putin. Il primo ministro britannico Boris Johnson afferma che Putin ha cominciato la guerra contro l’Ucraina a causa della sua “mascolinità tossica” perché una donna non avrebbe mai fatto una cosa del genere. Forse che una donna taglierebbe il gas all’UE?

GIULIA BURGAZZI

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