Ascesa e caduta di Boris Johnson: tattica della distrazione o complotto?

Il primo ministro di Sua Maestà Britannica Boris Johnson sta valutando di introdurre il famigerato “piano B” per via della “temutissima” variante Omicron. una variante la cui pericolosità, in realtà, è già stata ampiamente ridimensionata. Le restrizioni che Johnson introdurrà sono invero acqua fresca rispetto alle severissime restrizioni di alcuni Paesi europei, incluso il nostro: smart working, pass per alcuni locali come i nightclub. Ma sono comunque una bella botta per gli inglesi, che si stavano già riabituando alla libertà.

Non pochi pensano però che questa mossa possa essere una tecnica di distrazione per coprire lo scandalo del party di Natale 2020 quando a Downing Street sono state infrante proprio quelle regole che Johnson aveva imposto. Uno scandalo che rischia di travolgere l’ex eroe della Brexit. Diversi giornali pensano che possa essere così.

D’altronde, per le sue posizioni, Johnson non ha mai avuto vita facile. Non ci stupiamo che possa aver infranto le regole anti-Covid anche perché probabilmente tutti i potenti lo fanno. E’ capitato anche di pizzicare assessori locali in contesti simili, figuriamoci ai piani alti. Ci stupiamo del fatto che siano presidenti e primi ministri tengano party privati in cui rompono le regole. Ma a questo punto si pone la domanda: perché è stato diffuso quel filmato?.

Boris Johnson è stato uno dei leader più criticati sulle misure restrittive, anche perché è sempre apparso come molto riluttante a imporre restrizioni. Dopo il celebre (e travisato) discorso tenuto all’inizio pandemia sull’immunità di gregge, “casualmente” si ammalò di Covid, “casualmente” finì in terapia intensiva, sempre “casualmente” ne uscì che pareva un altro introducendo quelle restrizioni che lui stesso ha violato a Natale.

Dopo la fine delle restrizioni lo scorso 19 luglio, Johnson ha sempre resistito a pressioni per introdurle di nuovo. Ora casualmente vengono riprese dopo che sono state diffuse quelle foto. Se ti ribelli alle restrizioni o muori, come accaduto a qualche leader africano o comunque finisci nel tritacarne.
Immaginiamo solo gli argomenti che vennero usati in terapia intensiva per convincere Johnson a introdurre restrizioni. Al secondo round invece è bastato uno scandalo.

C’è anche una terza opzione, molto meno onorevole per il premier inglese, che uscirebbe moralmente distrutto su tutti i fronti: la strombazzata partnership con Bill Gates che riguarderebbe però il settore green economy. Ma non possiamo non pensare che Gates non abbia imposto le sue politiche vaccinali anche in questo contesto.

Tattica della distrazione da parte di Johnson per frenare lo scandalo è stato ricattato o è stato comprato da Gates? O tutt’e tre le cose?

ANDREA SARTORI

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