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Notizie7 Dicembre 2022

Armi per l’Ucraina in mano agli jihadisti in Africa

Di ·642 contenuti pubblicati
Giulia Burgazzi analizza la denuncia del presidente nigeriano Muhammadu Buhari riguardo al traffico di armi dall'Ucraina in Africa. Si evidenzia il legame tra l'afflusso di armi e l'aumento del terrorismo nel bacino del lago Ciad.
Punti chiave
  • Le armi occidentali per l'Ucraina alimentano il terrorismo in Africa.
  • Muhammadu Buhari denuncia l'aumento di armi nel bacino del lago Ciad.
  • Boko Haram e l'Isis operano nella regione, minacciando la sicurezza.
  • Gli Stati Uniti inviano ispettori in Ucraina per monitorare gli aiuti bellici.
  • Il traffico di armi sta complicando la lotta contro il terrorismo locale.
L'articolo

Le armi che l’Occidente regala all’Ucraina in quantità industriale finiscono anche in Africa, nel bacino del lago Ciad, dove alimentano il terrorismo. Lo denuncia il presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari.

Già nel maggio scorso si era parlato di Kiev come di uno shopping center per la ‘ndrangheta. In seguito, la polizia finlandese ha segnalato la presenza in vari Paesi europei di armi consegnate all’Ucraina, senza specificare di quali Paesi si tratti. Inoltre Europol, l’agenzia dell’Unione europea per contrastare la criminalità organizzata, ha diplomaticamente sollevato il tema della presenza di indizi relativi al contrabbando di armi provenienti dall’Ucraina. Tutto questo ha indotto gli Stati Uniti ad inviare ispettori in Ucraina, con il compito di tenere traccia degli aiuti bellici statunitensi.

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Non sono noti i risultati della missione effettuata dagli ispettori. È noto invece che, almeno a quanto sostiene il presidente nigeriano, gli ispettori statunitensi ora hanno davanti a sé un altro campo di indagine: l’Africa, appunto.

Il continente nero è il teatro di mille conflitti che l’Occidente conosce poco e dimentica rapidamente. Nel bacino del lago Ciad – il luogo al quale Muhammadu Buhari ha fatto riferimento – operano due organizzazioni terroristiche, che peraltro egli non ha esplicitamente citato. Si tratta di Boko Haram, di matrice jihadista, e dell’Isis, lo Stato islamico dell’Africa occidentale.

Il presidente della Repubblica Nigeriana ha dedicato alle armi arrivate dall’Ucraina un passaggio del comunicato stampa relativo al summit della commissione che si occupa del bacino del lago Ciad, svoltosi alla fine dello scorso mese di novembre. Ecco che cosa dice il comunicato, in traduzione:

Il Presidente Muhammadu Buhari ha sollecitato martedì ad Abuja una maggiore vigilanza e un rafforzamento della sicurezza intorno alle frontiere, richiamando l’attenzione sull’aumento del numero di armi, munizioni e altri armamenti provenienti dalla guerra tra Russia e Ucraina nel bacino del Lago Ciad.

In occasione del 16° Vertice dei Capi di Stato e di Governo della Commissione del Bacino del Lago Ciad (LCBC), il Presidente, che presiede il Vertice dei Capi di Stato e di Governo, ha affermato che la minaccia dei terroristi nella regione è stata relativamente tenuta sotto controllo, mentre l’afflusso di armi pone nuove sfide.

“Va comunque detto che, nonostante i successi registrati dalle valorose truppe della MNJTF e le varie operazioni nazionali in corso nella regione, la minaccia terroristica è ancora in agguato nella regione”.

“Purtroppo, la situazione nel Sahel e l’imperversare della guerra in Ucraina sono le principali fonti di armi e combattenti che rafforzano i ranghi dei terroristi nella regione del Lago Ciad. Una parte consistente delle armi e delle munizioni procurate per eseguire la guerra in Libia continua a raggiungere la Regione del Lago Ciad e altre parti del Sahel”.

“Anche le armi utilizzate per la guerra in Ucraina e in Russia stanno iniziando a filtrare nella regione”.

“Questo movimento illegale di armi nella regione ha aumentato la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro, che continua a minacciare la nostra pace e sicurezza collettiva nella regione. È quindi urgente che le nostre agenzie di controllo delle frontiere e gli altri servizi di sicurezza collaborino al più presto per fermare la circolazione di tutte le armi illegali nella regione”.

La stampa occidentale ha degnato la faccenda di ben poca considerazione. Altrove le cose sono andate diversamente. È il caso ad esempio dell’edizione in lingua inglese di Al Mayadeen, un canale di tv satellitare che si rivolge al mondo arabo.

In traduzione:

Dopo il chiaro avvertimento del presidente nigeriano Muhammadu Buhari, vedremo altre armi statunitensi finire nelle mani di organizzazioni terroristiche?

Come abbiamo visto, nel comunicato stampa dedicato al summit sul bacino del lago Ciad, Muhammadu Buhari ha affermato che la minaccia terroristica nella regione è stata portata relativamente sotto controllo, ma che l’afflusso di armi causa nuove difficoltà. Fra queste armi egli cita anche quelle provenienti dalla guerra fra Russia ed Ucraina, spiegando che stanno iniziano ad infiltrarsi nella zona.

Di qui la sua esortazione ai Paesi che si affacciano sul lago Ciad a controllare attentamente ciò che entra nei loro confini.

Esiste però anche l’altra faccia della medaglia, che Muhammadu Buhari diplomaticamente non ha citato. Se i Paesi occidentali vogliono continuare a regalare armi l’Ucraina – ammesso ma non concesso che i loro regali siano giusti e ragionevoli – farebbero bene anche ad interessarsi della fine che le armi fanno.

GIULIA BURGAZZI

 

 

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