Oramai è evidente che la narrazione stia prendendo tutta un’altra piega anche sul green pass: da Matteo Bassetti che invoca le barricate contro il green pass all’Ansa che parla della fine dell’incubo.

Ma il nostro presidente della Camera Roberto Fico (“che Fico” come cantava quel no vax di Pippo Franco) non ci sta. E come Hitler nel 1945 arriva all’arma finale: il super green pass per accedere alla Camera dei Deputati.

Incredibile “che Fico”. Proprio mentre il super ipocondriaco Roberto Speranza firma la caduta dell’obbligo delle mascherine per il prossimo 11 febbraio, solennità della Madonna di Lourdes (si può quindi parlare di miracolo) ecco che il più rosso dei presidenti della Camera dai tempi di Nilde Iotti fa marcia indietro. Consigliamo al caro “che Fico” di preoccuparsi un po’ di più della sorte del suo Movimento, che non versa esattamente in ottima salute.

Ma perché questa improvvisa restrizione che colpisce i rappresentanti dei cittadini proprio mentre si va (almeno a parole) verso un allentamento? Si tratta di una ridicola guerra contro la sua ex compagna di partito Sara Cunial in pieno stile “la vendetta dell’ex”? Oppure il solito grillismo dell’uno vale uno, e quindi anche “la casta” ha da soffrì? Tutte e due le ipotesi sono plausibili: “Che Fico” sembra un po’ uno degli ultimi giapponesi sull’isola a combattere una guerra che già si profila come perduta.

Ma c’é anche la questione della guerra tra bande in politica. La guerra di Fico contro la Cunial, e magari Paragone o Sgarbi che si sono espressi in maniera molto critica sul green, o contro lo stesso Salvini che dice pubblicamente di non aver fatto vaccinare la figlia.

E a proposito di guerra tra bande, c’è da ricordare anche che, mentre noi cittadini pensiamo a restrizioni e pass, nei Palazzi si è già proiettati verso la campagna elettorale. Un provvedimento di questo genere metterà probabilmente in difficoltà esponenti di vari schieramenti: parlamentari di centrodestra ipervaccinati ma che si fanno passare per “dissidenti”, ora dovranno spiegare ai propri elettori come mai sono in possesso di pass; parlamentari di centrosinistra che zitti zitti sono contrari alla vaccinazione, ora saranno costretti a recarsi all’hub o ad uscire allo scoperto.

E intanto, i parlamentari senza pass vaccinale non potranno votare né entrare in aula. Neppure nel ventennio ci si era spinti a tanto.

ANDREA SARTORI

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