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Notizie18 Agosto 2022

A 10 anni i bambini transgender sfilano in passerella a New York: l’incredibile storia di Noella

Di ·450 contenuti pubblicati
Martina Giuntoli analizza la storia di Noella, la più giovane modella transgender a New York. Si discute anche della crescente normalizzazione delle operazioni di riassegnazione del sesso per i minori e delle implicazioni sociali di tali pratiche.
Punti chiave
  • Noella ha iniziato la sua transizione all'età di 4 anni.
  • I genitori di Noella sono orgogliosi del suo coraggio e della sua identità.
  • L'ospedale di Boston ha eseguito 65 doppie mastectomie su minori dal 2017 al 2020.
  • Molti genitori acconsentono alla transizione medica per i loro figli.
  • La società deve riflettere sulla normalizzazione dei cambiamenti drastici nei minori.
L'articolo

Alla settimana della moda di New York non potevano mancare i bambini transgender, figurarsi se poteva mancare chi confeziona per loro gli abiti.

Vi sono abiti per tutti i gusti, “super inclusivi“ vengono chiamati, e nascono dalla mente di chi ha deciso di valutare le bozze da portare in produzione insieme a quelle persone che li dovranno indossare, i transgender.

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Esistono quindi abiti per coloro che hanno appena fatto la transizione, altri per chi si sente già a suo agio con la propria identità, altri per chi ancora deve fare l’ultimo passo.

La mecca dell’abito trans arriva a questo traguardo festeggiando proprio con una linea per bambini ed una testimonial d’eccezione.

Ed é così che la TRANS CLOTHING COMPANY di Mel Atkinson e Noella appaiono brillantissime sulla passerella.

Noella é una neo-dichiarata-bambina, nata bambino, che ha cominciato la sua transizione e rifiuto per l’identità maschile all’età di 4 anni, secondo quanto dichiarato dai suoi genitori, e che ha da poco cambiato legalmente il nome in uno più consono alla sua femminilità.

Il padre e la madre, intervistati per l’occasione, si sono dichiarati super orgogliosi di avere una figlia che ha avuto ed ha il coraggio di mostrare chi davvero é.

Fin dalla piccolissima età, si apprende dalle loro parole, il disagio per la propria  identità é stato così pervasivo che l’allora maschietto si é trovato costretto ad affrontare un lungo periodo di psicoterapia, uscendone soltanto con una diagnosi di disforia di genere e conseguente necessità di essere identificato socialmente con il sesso femminile.

Noella é la più giovane modella transgender a salire sulla passerella a soli 10 anni ed é anche piuttosto determinata nel voler essere di ispirazione per tutti coloro, che ancora nell’ombra, visto il suo successo, possono uscire dal silenzio a cui sono stati obbligati dalla vergogna e dalla società ancora troppo bigotta.

Così almeno é ciò che la neo-bambina racconta.

I genitori, che pur appoggiano Noella al 100%, credono sia tuttavia troppo giovane per affrontare una transizione medica e la lasciano intanto prendere piena coscienza di quella che é la sua identità sociale, comportandosi e sentendosi una bambina.

In controtendenza a quanto però affermato dai coniugi, molti sono i loro omologhi che acconsentono a tale pratica. Le stesse crudeli vicende narrate dai testimoni dell‘ospedale di Tavistock, i quali in prima persona narrano storie di bambini semplicemente accompagnati su un tavolo operatorio, ce ne danno una tangibile testimonianza.

Esce proprio adesso un resoconto che lascia senza parole. Si tratta di un articolo apparso su PubMed che racconta di un ospedale pediatrico di Boston specializzato in chirurgia di riassegnazione del sesso e della ricerca del team perfetto di anestesisti di cui pazienti piccoli come i loro hanno bisogno. Infatti come da loro stesso affermato:

“Una volta i piccoli pazienti transgender dovevano cercare aiuto in ospedali per adulti. Adesso qui invece hanno un posto a loro dedicato che può divenire anche un modello da seguire per altri centri soprattutto nelle linee guida operatorie”.

I numeri di cui si parla nell’articolo sono a dir poco sconvolgenti.  Nel solo triennio 2017-2020 sono state eseguite sempre su minori ben 65 doppie mastectomie e 27 interventi di chirurgia genitale, interventi questi ultimi che l’ospedale di Boston si vanta di poter eseguire in anestesia parziale, come se fosse orgoglio del paziente e del team anestesiologico vedere la trasformazione in diretta e magari commentare, proprio come dal parrucchiere per una nuova acconciatura.

Rimane il fatto che proprio come accade per mille altre cose oggi nella cronaca, cambiamenti così drastici, dolori e profondamente mutilanti sono raccontati e presentati al grande pubblico con una dose disarmante di normalità che disorienta. 

Forse questi dati dovrebbero imporre una profonda riflessione della società sulla questione, e che forse non sempre non giocare con le bambole significa voler cambiare sesso, così come vestirsi da maschio o da femmina se non lo si é. Forse tutti lo abbiamo fatto, e nessuno ci ha mai posto la questione di sentirsi sbagliati in quel tipo di ruolo.

Ma rimane anche vero che, per quanto i genitori di Noella non abbiano ritenuto giusto che la bambina andasse sotto i ferri o assumesse ormoni per il momento, se mai volessero invece procedere, troverebbero sicuramente molte strutture che li ospiterebbero a braccia aperte, e che anzi non vedono l’ora probabilmente.

Perché per un Tavistock che chiudi, sembra ve ne siano 100 che riaprono.

MARTINA GIUNTOLI

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