Il colosso tecnologico pubblico russo “Rosteh” ha avviato la produzione di massa e la vendita al pubblico del ricetrasmittente sovietico della Seconda guerra mondiale “Sever” (“Nord”). L’apparecchio funziona in banda VHF (Very High Frequency) e banda FM (in Italia e in Europa, la banda FM copre in genere le frequenze da 87,5 a 108 MHz). Nel lancio promozionale dell’apparecchio si afferma che ricetrasmittente “Sever” (“Nord”) “sostituirà l’internet” e che se “Alice (un'estensione per Chrome progettata per migliorare l'esperienza di navigazione sui social media) e smartphone s’istupidiscono, i social e browser si bloccano…vuol dire che l’internet è scomparso”. Il messaggio continua: “la scomparsa dell’internet è una catastrofe, ma non è un guaio”… “con il nostro apparecchio potete ascoltare la musica, ricevere le ultimissime notizie senza accedere alla rete globale”. Inoltre la ricetrasmittente si aggancia al sistema di fabbricazione russo GPS/GLONASS per la sincronizzazione del tempo preciso, e si alimenta con le pile.
Bielorussia, paese leader nella fabbricazione delle radio all’epoca sovietica, ha lanciato la produzione di una radio portatile alimentata a pile, economica ed affidabile, del marchio “Belka”. La radiolina è capace di captare segnale radio in un bunker profondo 7 metri sotto la superficie terrestre.
In una località non identificata in Russia diffonde i messaggi la radio fantasma super segreta militare UVB-76 ("Buzzer") che opera su una singola frequenza principale di 4625 kHz (4,625 MHz). Una volta faceva parte del 4-o Dipartimento dello Stato Maggiore sovietico. Manda in onda 24X24 numeri, nomi, messaggi abracadabra indecifrabili. S’ipotizza che sia la “Radio del Giorno del giudizio”, “Radio dell’Apocalisse” ossia della “Radio della Mano morta” – quando finisce di
trasmettere, ci sarà un attacco nucleare globale. La radio è molto seguita e monitorata, non solo in Russia (60 mila radioamatori), ma anche all’estero.

Il colosso tecnologico pubblico russo Rosteh ha recentemente avviato la produzione di massa della ricetrasmittente sovietica Sever, nota anche come Nord, risalente alla Seconda guerra mondiale. Questo dispositivo, che opera in banda VHF e FM, viene presentato come una soluzione alternativa a Internet, con la promessa di garantire comunicazioni e intrattenimento anche in assenza di connessione online. Durante il lancio, si è sottolineato che se i moderni strumenti digitali come smartphone e social media dovessero fallire, la ricetrasmittente Sever potrebbe fungere da salvagente informativo.
Il messaggio promozionale enfatizza l'importanza della ricetrasmittente, affermando che la sua disponibilità permetterebbe di ascoltare musica e ricevere notizie senza dover accedere alla rete globale, considerata una risorsa sempre più instabile. L'apparecchio si avvale del sistema di navigazione russo GPS/GLONASS per una sincronizzazione temporale precisa, funzionando con batterie ricaricabili. Questo richiamo al passato tecnologico sovietico si inserisce in un contesto attuale di crescente instabilità geopolitica, dove la dipendenza da infrastrutture digitali è vista come un rischio.
Parallelamente, la Bielorussia ha lanciato la produzione di una radio portatile economica e affidabile, il marchio Belka, in grado di ricevere segnali radio anche in condizioni estreme, come in un bunker profondo sette metri sottoterra. Questa iniziativa riflette una tendenza più ampia verso il ripristino di tecnologie di comunicazione più semplici e robuste, in risposta a preoccupazioni riguardanti la sicurezza delle comunicazioni moderne.
In un contesto di crescente incertezza, si segnala anche la presenza della radio fantasma militare UVB-76, nota come "Buzzer", che continua a trasmettere messaggi criptici e numeri. Questa stazione, che ha origini nel periodo sovietico, è diventata un oggetto di culto tra gli appassionati di radio, sollevando interrogativi sulla sua reale funzione e sul significato dei messaggi che invia. La sua esistenza alimenta speculazioni su possibili scenari apocalittici, rendendola un simbolo della persistenza delle comunicazioni tradizionali in un'epoca dominata dalla tecnologia digitale.
La produzione della ricetrasmittente Sever e le iniziative correlate in Bielorussia evidenziano una strategia russa di recupero e valorizzazione di tecnologie storiche, in un momento in cui la resilienza comunicativa è considerata cruciale. Questi sviluppi pongono interrogativi sulla direzione futura delle comunicazioni e sull'importanza di mantenere canali alternativi in un mondo sempre più interconnesso ma vulnerabile.
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