Brian Berlettic — analista politico, ex Marine e host di The New Atlas — interviene per delineare la strategia di "sequenziamento" di Washington. L'esperto spiega come gli Stati Uniti stiano trasformando l'Europa nel nuovo "proxy" della guerra contro la Russia, esternalizzando il peso del conflitto per spostare il proprio focus militare verso l'Iran e, infine, la Cina.

Brian Berlettic, analista politico e ex Marine, ha delineato una visione critica della strategia degli Stati Uniti nel contesto della guerra in Ucraina e delle sue implicazioni geopolitiche per l'Europa e l'Asia. Secondo Berlettic, Washington sta adottando un approccio di "sequenziamento" per affrontare le potenze rivali, concentrandosi su un avversario alla volta e delegando il peso dei conflitti agli alleati, in particolare all'Europa. Questo processo, come sostiene l'analista, non solo esternalizza il conflitto, ma crea anche una dipendenza energetica degli alleati dal gas naturale liquefatto (GNL) statunitense, a discapito delle forniture russe.
Berlettic evidenzia come l'Unione Europea, attraverso le sue istituzioni, abbia ignorato gli interessi nazionali in favore di un'egemonia americana. Questo fenomeno è descritto come una "cattura delle élite", in cui i leader europei, influenzati da Washington, si trovano a prendere decisioni contrarie agli interessi dei propri cittadini. La guerra in Ucraina, secondo Berlettic, è solo una delle tante manovre politiche degli Stati Uniti, finalizzate a indebolire la Russia e a consolidare il controllo americano sull'Europa. L'analista sottolinea che la diplomazia di facciata serve solo a guadagnare tempo, mentre il conflitto prosegue e si intensifica.
Un aspetto cruciale della strategia americana, come evidenziato da Berlettic, è il sabotaggio delle infrastrutture energetiche russe, che ha portato a un aumento delle esportazioni di GNL verso l'Europa. Questo cambiamento ha trasformato l'Europa in un "proxy" della guerra contro la Russia, rendendola vulnerabile e dipendente dalle forniture energetiche statunitensi. Berlettic avverte che questo approccio potrebbe avere conseguenze devastanti per l'Europa, in quanto il conflitto si protrae e le tensioni con la Russia aumentano. La retorica bellicista e le azioni concrete, come gli attacchi ai droni, stanno contribuendo a un'escalation che potrebbe rivelarsi pericolosa per la stabilità regionale.
Infine, Berlettic allude a un piano più ampio che coinvolge anche l'Asia, dove gli Stati Uniti stanno cercando di isolare la Cina attraverso la manipolazione dei flussi energetici. La strategia americana, secondo l'analista, mira a creare una rete di paesi ostili alla Cina, dipendenti dalle forniture energetiche statunitensi. Questo processo di "disaccoppiamento" dall'energia russa e mediorientale è descritto come un passo cruciale per garantire il dominio americano nella regione. Berlettic conclude che la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente non sono eventi isolati, ma parte di una strategia globale per mantenere l'egemonia statunitense e controllare le risorse energetiche a livello mondiale.
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