A Roma nella giornata di ieri si è svolta la manifestazione fuori l’Italia dalla terza guerra mondiale. Visione tv ha raccolto le voce dei partecipanti, tra cui Angelo D’Orsi, Fabio Massimo Parenti, Giulia Bertotto e la comunità iraniana che condanna l’aggressione anglo-israeliana all’Iran

La manifestazione "Fuori l’Italia dalla terza guerra mondiale", tenutasi a Roma, ha visto la partecipazione di diverse sigle della sinistra e di attivisti, uniti nell'opposizione alla politica estera del governo italiano. I partecipanti hanno espresso la loro contrarietà all'aggressione anglo-israeliana nei confronti dell'Iran, così come a quella verso altri paesi come Cuba e Venezuela. La manifestazione ha rappresentato un momento di riflessione e di denuncia contro le dinamiche di guerra che coinvolgono l'Italia e l'Europa, percepite come una minaccia crescente per la pace e la stabilità.
Tra gli oratori, il professor Angelo D’Orsi ha sottolineato la "sensazione di pericolo" in cui ci si trova attualmente, affermando che l'Italia e l'Europa si stanno schierando dalla parte degli aggressori, identificati in Stati Uniti, Israele e Unione Europea. D’Orsi ha richiamato l'attenzione sulla "normalizzazione della guerra", che ha portato a una riduzione della cultura e del pensiero critico nella società, spingendo a considerare la guerra come una realtà accettabile. Secondo lui, è fondamentale che l'Italia recuperi il suo ruolo storico di intermediazione nel Mediterraneo e che si opponga a una guerra che non le appartiene.
Giulia Bertotto, presente come attivista e giornalista, ha espresso il suo rifiuto di essere trascinata in un conflitto globale, denunciando l'imperialismo sionista e invitando alla mobilitazione della società civile. La sua posizione riflette una crescente preoccupazione tra i cittadini per le conseguenze delle politiche belliche, che potrebbero coinvolgere direttamente l'Italia e i suoi abitanti. Bertotto ha esortato i partecipanti a discutere e a far sentire la propria voce, evidenziando l'urgenza di opporsi a una guerra che potrebbe avere ripercussioni devastanti.
Il coordinamento modenese contro la guerra imperialista ha portato in piazza la bandiera iraniana, sottolineando che la lotta contro l'imperialismo è una sola e che l'Iran sta combattendo contro un'aggressione che dura da decenni. Fabio De Maio ha evidenziato come la guerra non sia un fenomeno isolato, ma parte di un'aggressione più ampia che coinvolge diversi paesi e popoli. Questo approccio unitario alla questione della guerra ha trovato risonanza tra i partecipanti, che hanno condiviso un sentimento di solidarietà verso le vittime dei conflitti.
La manifestazione ha rappresentato un momento di confronto tra diverse visioni politiche, ma ha anche messo in luce una crescente frustrazione nei confronti delle istituzioni e delle loro scelte in materia di politica estera. La richiesta di un'uscita dall'Unione Europea e dalla NATO, avanzata da alcuni oratori, riflette una disillusione nei confronti di alleanze percepite come dannose per la sovranità nazionale e per la pace. Il messaggio principale della manifestazione è chiaro: è necessario un cambiamento radicale nella politica estera italiana, affinché il paese possa ritrovare un ruolo di pace e dialogo nel contesto internazionale.
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