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Notizie29 Novembre 2021

Il grinch europeo: è vietato dire Natale. Ma davvero c’entra il rispetto delle altre religioni?

Visione TVDi Visione TV·8822 contenuti pubblicati
Andrea Sartori analizza la polemica sul Natale sollevata dalla Commissione europea, evidenziando l'assurdità di vietare l'uso del termine 'Natale'. Si discute anche del rispetto delle altre religioni e delle implicazioni culturali di tali scelte.
Punti chiave
  • La Commissione europea critica l'uso del termine 'Natale'.
  • Si suggerisce di usare termini generici come 'vacanze'.
  • Il nome 'Maria' è considerato cristiano, ma è anche musulmano.
  • Il rispetto per altre fedi è visto come un pretesto debole.
  • Si denuncia una guerra contro la dimensione spirituale in generale.
L'articolo

Ed ecco che, puntuale come le tasse e la morte, arriva la polemica sul Natale: stavolta arriva addirittura dalla Commissione europea. Questo è il sunto del documento #UnionOfEquality. European Commission Guidelines for Inclusive Communication,.

Ora, a parte le solite follie woke come la cancellazione del genere maschile e femminile vi è l’indicazione a non chiamare “Natale” il Natale perché “non tutti celebrano le feste cristiane” e quindi bisogna parlare più genericamente di vacanze. E’ una sciocchezza enorme, in quanto comunque sono le vacanze di Natale. In più vi è l’indicazione a non usare cosiddetti nomi cristiani e come esempio è stato portato il nome di Maria.

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La scusa è il rispetto delle altre fedi, e per altre fedi di solito si indica l’Islam. Ma questo è un pretesto debole e facilmente smontabile. Nel documento europeo si fa riferimento al nome di Maria come nome cristiano, mentre sarebbe usare il musulmano “Malika”. Sarà solo un esempio, ma è un errore in quanto Maria è anche un nome musulmano. La Vergine è veneratissima nell’Islam, ed è l’unica donna chiamata per nome nel Corano che Le dedica una sura intera. E ai versetti dal 16 al 34 della sura in questione vengono narrate sia l’Annunciazione che la Natività di Gesù. Infatti la celebrazione del Natale non ha mai realmente disturbato i genitori musulmani, che anzi hanno spesso chiesto loro per primi che si celebrasse il Natale.

In realtà il sedicente rispetto delle altre religioni è una guerra nemmeno troppo mascherata non solo contro il Cristianesimo, ma contro la dimensione spirituale in genere. Una guerra che vediamo da due anni nella sua forma di riduzione della dimensione umana al solo corpo biologico con la scusa dell’emergenza sanitaria e nella guerra alla discipline umanistiche portata avanti da personaggi come Cingolani o Cottarelli.

E mi fermo ad una generica “guerra alla dimensione spirituale” senza citare l’ipotesi “Eyes Wide Shut”, ovvero che anche queste elites abbiano una loro religione.

ANDREA SARTORI

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