Mentre siamo distratti dalla pandemia, negli aeroporti si prepara la sorpresa: si viaggerà solo con i dati biometrici. E poi i 2 referendum già traditi, Boris che cede al pass pandemia, l’8 dicembre deserto, la Germania che fa la fine della Grecia e Reporters Sans Frontieres che attacca l’informazione italiana.
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Negli ultimi mesi, la pandemia ha accelerato l'adozione di tecnologie biometriche, in particolare nei contesti aeroportuali. Secondo quanto riportato da alcune fonti, il riconoscimento facciale potrebbe diventare il nuovo standard per l'imbarco, sostituendo il tradizionale biglietto aereo. Questa evoluzione suscita interrogativi significativi sulla sicurezza e sulla privacy, poiché i dati biometrici degli utenti verrebbero archiviati in database globali, accessibili a governi, aziende e organizzazioni di vario tipo. Le giustificazioni per tali misure si concentrano sulla comodità e sulla sicurezza, ma il rischio di un controllo sempre più invasivo è un tema che non può essere trascurato.
Parallelamente, si registrano sviluppi preoccupanti in ambito politico. Due referendum, che nel 2011 avevano sancito il no al nucleare e il sì all'acqua pubblica, sembrano essere stati traditi. Il governo, attraverso il ministro Cingolani, ha inserito l'energia nucleare tra le fonti ecologiche, un passo che potrebbe aprire la strada a una nuova era di investimenti in questo settore, nonostante il parere contrario espresso dai cittadini. Inoltre, il ddl concorrenza impone ai comuni che desiderano mantenere la gestione pubblica dell'acqua di affrontare un iter burocratico complesso, simile alle difficoltà vissute da chi non possiede un green pass.
In Gran Bretagna, la situazione è altrettanto tesa. Boris Johnson, dopo aver negato l'implementazione di ulteriori restrizioni, ha annunciato un piano che prevede il ritorno dello smart working e l'estensione del green pass. Questa retromarcia arriva in un momento di crescente malcontento tra i cittadini, già provati da scandali e restrizioni sanitarie. La stagione natalizia, che solitamente porta con sé un incremento dell'attività economica, si preannuncia desolante, con ristoranti e negozi che segnalano un calo significativo delle prenotazioni e delle vendite.
In un contesto europeo, la Germania affronta una crisi simile, con il neo ministro delle finanze Christian Lindner che ha paragonato le riforme di austerità greche a misure che potrebbero essere adottate anche nel paese teutonico. Questo confronto inquietante riporta alla memoria le devastanti conseguenze sociali ed economiche che l'austerità ha avuto in Grecia, evidenziando come le politiche di rigore non siano affatto scomparse dal dibattito europeo.
Infine, la libertà di stampa in Italia continua a destare preoccupazione. Secondo Reporters Sans Frontières, il paese si colloca al 41esimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa, un dato allarmante che riflette una situazione critica per il pluralismo informativo. Recenti attacchi all'informazione, in particolare nei confronti della RAI, evidenziano un clima di censura e controllo, sollevando interrogativi sulla capacità del sistema mediatico di garantire un'informazione libera e diversificata.
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