Ufficialmente in Italia per turismo, il viaggio di Mark Zuckerberg , fino ad oggi, sembra più un’agenda fatta di appuntamenti di affari con politici e magnati dell’industria e della finanza nostrana.

Arrivati nel Bel Paese i primi di Maggio, il fondatore di Meta insieme alla moglie Priscilla Chan erano stati visti passeggiare per le strade di Siena,poi a Torino, Milano e, ieri, 5 maggio, a Roma dove ha incontrato, a Palazzo Chigi, Mario Draghi.

Il reale focus del viaggio dell’imprenditore statunitense multimiliardario– è la terza persona più ricca del mondo – sarebbe l’integrazione dell’Italia nel suo “Metaverso”, progetto decisivo per la futura incarnazione di Facebook.

Per chi mastica poco di informatica e tecnologia, è difficile definire cosa si intenda per “Metaverso” : semplificando potremmo definirlo come un’evoluzione di internet, un insieme di mondi virtuali, popolati da avatar, in cui le persone possono vivere una vita parallela a quella del mondo reale. Nei metaversi, possono esistere oggetti ed esperienze che simulano la vita reale, come parchi, ristoranti, cinema, ma anche mondi del tutto immaginari, completamente assenti nella vita “naturale”. Roblox , ad esempio, il videogame che tutti i bambini amano, è una sorta di metaverso, seppur rudimentale.

Ed è proprio per questo che un Paese come il nostro è così importante per la costruzione del mondo artificiale che Mark Zuckerberg: enogastronomia, opere d’arte, alta moda, eccellenze nel mondo dei motori o del design sono elementi troppo appetibili, irrununciabili, per chi vuole popolare un progetto del genere .

Ed ecco che a Torino degusta deliziose praline torinesi della cioccolateria Peyrano e poi pranza dallo chef stellato Baronetto, assieme a John Elkann e famiglia.

“La sfida sarà capire come portare questi incredibili profumi nel metaverso, visto che la tecnologia non è ancora sviluppata. Ma ci arriveremo” ha detto il buon Mark.

A Milano invece l’ad di Meta ha incontrato il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio:  due si sono trovati per discutere i progetti di sviluppo già avviati da Meta e EssilorLuxottica sugli ‘smart glasses’.

Nei metaversi infatti è possibile interagire anche con dispositivi come tute, sensori, occhiali, guanti, a beneficio, dicono i creatori di una migliore esperienza utente: sono già realtà infatti Rayban Stories, già commercializzati e pubblicizzati.

Ma siamo solo all’inizio: in futuro si assisterà ad una stretta collaborazione tra il colosso italiano degli occhiali Luxottica e la più grande società social del mondo Meta. L’obiettivo è quello di lanciare una nuova linea di occhiali intelligenti, che serviranno agli utenti per entrare nel Metaverso.

“È stato bello tornare a Milano per discutere i piani per i nuovi occhiali intelligenti con Leonardo Del Vecchio e il team EssilorLuxottica”, ha commentato Zuckemberg.

Per finire non poteva di certo mancare il giro istituzionale di rito con tanto di visita, nella giornata di ieri, al “premier” (non eletto) Draghi, che, riuscendo a districarsi tra problemi post covid, e venti di guerra, è riuscito a trovare un’ora di tempo da dedicare al ricchissimo e prolifico Mark; presente anche il ministro alla transizione digitale Vittorio Colao.

“Nell’incontro di oggi abbiamo confermato la nostra collaborazione con il governo italiano per valorizzare i punti di forza del paese nei settori tecnologico e del design e identificare futuri investimenti. Siamo lieti di aver potuto discutere le opportunità culturali, sociali ed economiche che il metaverso porterà all’Italia e non vediamo l’ora di continuare questa collaborazione”.

Lo ha riferito un portavoce di Meta dopo l’incontro tra Zuckerberg, Draghi e Colao: speriamo solo che non si traduca nell’ennesima svendita di tesori nazionali agli oligarchi della finanza mondiale, di cui Draghi è specialista.

Britannia docet.

Ci sono molti dubbi sulla riuscita di progetti simili a quelli che Zuckerberg vuole promuovere. Lui non è il solo, nella Silicon Valley a sognare questa sorta di ibridazione tra uomo e mondo elettronico ,tra virtuale e reale. In campo ci sono altri colossi come Microsoft, Nvidia( leader nel settore ella grafica), ma anche Apple e Google.

Ma anche se tutto non dovesse filare liscio, e il progetto si rivelasse un flop, visto che la gente comune, forse, non è pronta ancora a fare un salto del genere, resterebbe comunque un tesoro inestimabile nelle mani delle Big Tech: un database sterminato di dati sensibili, i nostri dati personali, collezionati grazie a tutti questi dispositivi smart che promettono esperienze fantastiche e futuristiche, e mondi meravigliosi e utopistici  quando la realtà è più vicina che mai ad un conflitto nucleare.

ANTONIO ALBANESE

Invitiamo tutti a iscriversi al canale Telegram di Visione TV. E per aiutarci a sostenere le spese per un’informazione di qualità, cliccate qui: anche un piccolo contributo è importante!

  • 2609 Sostenitori attivi
    di 10000
  • 2608 Sostenitori