Dove comanda la mafia i posti nelle istituzioni vengono affidati a dei cretini“, questa celebre massima di Giovanni Falcone è illuminante per comprendere la presenza, in alcuni dei ministeri chiave, di soggetti drammaticamente inadeguati.

Ultimamente la ministra Lamorgese ha suscitato l’ilarità generale cercando di nascondere le sue gravi responsabilità sulla gestione dell’ordine pubblico con giustificazioni ben oltre il limite del grottesco, mentendo in maniera così goffa e spudorata da lasciare basiti.

Prima c’è stata la vicenda del blitz alla CGIL da parte di un gruppo di noti estremisti guidati da un signore con il braccialetto elettronico alla caviglia, lasciato libero di dirigere, dopo averlo annunciato, le sue “truppe” verso la sede del sindacato senza che le forze dell’ordine intervenissero in nessun modo perché come ha affermato la ministra: “Non abbiamo arrestato Castellino per evitare problemi di ordine pubblico“.

Forza Nuova ha un seguito elettorale che in genere oscilla tra lo 0.1 e lo 0.3%, ma secondo la Lamorgese arrestarne un capo bastone significava scatenare la rivoluzione, come d’altronde si è visto quando, dopo che il danno era stato fatto: Castellino è finito al fresco con Fiore e altri esponenti del gruppuscolo. Milioni di cittadini hanno assaltato le patrie galere per liberarli, no?

Chiamata poi a rispondere su agenti di polizia che, infiltratisi tra i manifestanti aizzavano la folla, nell’ottica di una nuova strategia della tensione, Lamorgese ha voluto deliziare il parlamento con un pezzo di alta comicità, sostenendo che l’agente che appare nelle immagini in abiti civili mentre tenta con altri scalmanati di ribaltare un blindato della polizia, stava verificando la forza ondulatoria. Non era un infiltrato, dunque, stava revisionando il mezzo in dotazione in un momento in cui non aveva nulla da fare.

Infine stamattina durante una conferenza, nel rispondere sulle violenze della polizia a Trieste, Luciana Lamorgese ha sostenuto che non c’erano lavoratori, tutti rientrati perchè avevano voglia di lavorare (e pazienza se le immagini mostrano i portuali, ormai famosi come divi, che pregano mano nella mano sotto il getto degli idranti) e che gli “estremisti” presenti sono stati allontanati dolcemente con uno “sgombero leggero” senza neppure usare i manganelli. Lo ha dovuto fare perché il porto di Trieste ha come “proprietario di maggioranza” il porto di Amburgo e lei, che non lo sapeva fino a poco prima, doveva provvedere a tutelare gli interessi anche commerciali della città.

Che il ministro dell’interno non sappia chi sia l’azionista di maggioranza di un’infrastruttura strategica che da settimane è al centro dell’attenzione mediatica e politica è già di per se gravissimo, ma che lo stesso ministro menta in maniera così grottesca affermando idiozie smentite platealmente da immagini viste da milioni e milioni di italiani è inaccettabile.

E per giunta queste balle ridicole ce le rifila in un pessimo italiano.

Secondo Lamorgese le immagini dei manganelli che si abbattono su cittadini inermi, degli idranti con acqua gelata e delle cariche sono frutto di un’allucinazione collettiva, e in realtà abbiamo assistito a uno “sgombro leggero”.

Sì, uno sgombro all’olio di ricino.

ARNALDO VITANGELI

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