Riportiamo di seguito la traduzione di un articolo uscito su pork.business, che mostra come le industrie farmaceutiche vogliano applicare agli animali lo stesso schema vaccinale e la stessa tecnologia sperimentati sull’uomo. 

Si parla in questo caso di vaccini ad mRna per debellare la peste suina africana (Psa), una tecnica (quella della mRna su animali) per lo sviluppo della quale Genvax Technologies ha ricevuto una somma di finanziamenti enorme.

Tre le questioni che emergono.

I vaccini saranno davvero privi di rischi per gli animali? Inoltre, la carne degli animali vaccinati sarà sicura da consumare per l’uomo? E infine, sarà davvero possibile fare un vaccino efficace che contribuisca a eradicare la Psa? Perché, come riferito dagli stessi produttori, “tutto sta nel beccare proprio la variante giusta al momento giusto”. E finora non è andata proprio benissimo. Almeno sull’uomo.

 

Genvax technologies, una start-up nata per promuovere la produzione di vaccini mRna auto-amplificanti (saRna) destinati agli animali, ha ottenuto 6,5 milioni di dollari in finanziamenti.

Con la partecipazione tra gli altri di Johnsonville ventures, Iowa corn growers association (associazione coltivatori di mais dello Iowa), Summit agricultural group (gruppo di vertice dell’agricoltura) e Ag startup engine, il maggior finanziatore del progetto è United animal health (sanità animale unita).

Questa associazione di investitori rappresenta i settori salute degli animali, nutrizione, mangimi, confezionatori di carne e prodotti per il consumo, nel contrasto alle minacce esistenti (ed emergenti) relative alla catena di approvvigionamento alimentare.

“Per produttori e consumatori, è enorme la minaccia rappresentata da malattie animali, come la peste suina africana e le varianti in continua mutazione dell’influenza suina”, ha dichiarato Joel Harris, Ceo e co-fondatore di Genvax technologies, in un comunicato: “L’obiettivo è sviluppare un vaccino che corrisponda al 100% al ceppo specifico quando si verifica un’epidemia”.

In un comunicato, Genvax technologies ha affermato che questo consistente finanziamento fa fare all’azienda un passo avanti verso l’approvazione dei suoi vaccini, sia a livello internazionale sia da parte dell’Usda (Us department of agriculture, il Dipartimento statunitense dell’agricoltura, ndt), nel caso in cui dovesse mai verificarsi un qualsiasi focolaio di malattie animali straniere.

“Il vaccino Genvax potrebbe essere uno strumento importante al fine di eradicare la malattia Psa e può anche essere d’aiuto per alleviare qualsiasi preoccupazione condivisa con i partner commerciali all’estero. Inoltre il sostegno finanziario e pubblico di diverse parti interessate, come la United animal health e altri, nell’industria alimentare rappresenta una garanzia di successo per questa tecnologia”, ha dichiarato ancora Harris.

La piattaforma saRna dell’azienda consente il rapido sviluppo di vaccini specifici per singola mandria, che si abbinano al 100% alla variante in circolo in quel luogo e in quel preciso momento. Inserendo uno specifico transgene o “gene di interesse” (Goi) abbinato al ceppo variante nella piattaforma, il cosiddetto saRna può generare una risposta anticorpale senza richiedere l’intero patogeno, ha spiegato Genvax.

United animal health vede Genvax e i vaccini a mRna auto-amplificanti come l’avanguardia della tecnologia per proteggere le industrie che serviamo”, ha dichiarato in un comunicato Scott Holmstrom, PhD, vicepresidente senior nonché responsabile del dipartimento di ricerca e sviluppo di United animal health: “Queste tecnologie sono fondamentali per la sicurezza alimentare e la disponibilità di proteine. Siamo entusiasti di offrire ai nostri allevamenti innovativi e di ricerca la possibilità di lavorare con Genvax nello sviluppo di questi prodotti futuri”.

Nell’aprile 2022, Genvax ha ricevuto più di 145.000 dollari in sovvenzioni dall’Usda-Agricultural research services Plum Island animal disease center (il Centro controllo malattie veterinarie che opera dal 1954 e ha base a Plum Island, una isoletta a largo delle coste di Long Island, New York, ndt)  e dalla Foundation for food and agriculture research Ffar (Fondazione per la ricerca in campo alimentare ed agricolo), per sviluppare un vaccino ad saRna per il virus della Psa.

Fondata nel febbraio 2021 da due imprenditori interessati alla produzione animale quali Joel Harris e Hank Harris, che ha la qualifica Dvm PhD (Doctor of veterinary medicine, l’equivalente della specializzazione italiana in scienze veterinarie, ndt), Genvax ha raccolto 1,9 milioni di dollari con una serie di finanziamenti, i quali si affiancano alla sovvenzione da parte di Usda e Ffar.

La Psa è un virus mortale dei suini che può causare fino al 100% di mortalità. Potrebbe decimare il reddito dei produttori di carne di maiale negli Stati Uniti, forzando i licenziamenti e riducendo significativamente l’occupazione rurale.

I modelli economici stimano che lo scenario peggiore di un’epidemia di Psa negli Stati Uniti comporterebbe una perdita di 50 miliardi di dollari per l’industria suina.

“Siamo rimasti colpiti da Joel Harris e dal team Genvax, oltre che dalla nuova tecnologia che stanno sviluppando”, ha dichiarato in un comunicato Kevin Ladwig, amministratore delegato di Johnsonville ventures: “In qualità di parti interessate nel settore della carne suina, riteniamo che questo sia un passo necessario per aiutare a prepararsi e proteggersi dalla peste suina africana e da altre malattie emergenti”.

Articolo di JENNIFER SHIKE, traduzione MARTINA GIUNTOLI

  • 2280 Sostenitori attivi
    di 3000
  • 2280 Sostenitori