Da: https://www.fnp.de/netzwelt/corona-impfung-johnson-delta-variante-stoff-wirksamkeit-biontech-moderna-astrazeneca-zr-90940758.amp.html

 

Fino ad ora valeva come un vantaggio l’iniezione che prevede una sola dose del vaccino. Tuttavia gli esperti ora dubitano sulla protezione effettiva del siero J&J, non sarebbe efficace abbastanza contro il coronavirus.

Francoforte – Si sono disperse le certezze sulle attuali raccomandazioni relative alle vaccinazioni contro il Covid. In aumento cambiamenti di opinione degli esperti attraverso gli sviluppi di ricerche durante il decorso pandemico, che si contraddiscono con quelle meno recenti.

La variante Delta è più contagiosa e ha rimesso in discussione molto cose, ora come non mai gli scienziati mettono in dubbio il vaccino della casa farmaceutica  “Johnson & Johnson”.

Il vaccino da “una volta sola” (questo il suo vantaggio) era molto apprezzato da chi voleva pianificare le vacanze, offrirebbe una copertura scarsa del 66 %.

Gli esperti dubitano del fatto che questo vaccino possa produrre anticorpi a sufficienza.

 

Diminuita la protezione contro il coronavirus. Gli scienziati sarebbero apparentemente contro alla vaccinazione con J&J

“Ritengo che sia irresponsabile, ad esempio somministrare questo vaccino ai medici di base. Una sola iniezione non basta”. Ad affermarlo in un’intervista per t-online.de Ulf Dittmer il direttore dell’Istituto di virologia dell’ospedale universitario di Essen.

Ne consegue così che i vaccini a mRNA come BioNTech/Pfizer e Moderna restano il miglior punto di riferimento.

Così anche l’immunologo Stephan Borte, presso  la clinica Leipziger St. Georg,espresse  la sua preoccupazione: “Rimarrei molto sorpreso se dopo una sola iniezione il paziente ricevesse una protezione permanente”.

J&J la seconda iniezione con BioNTech  avrebbe senso

Con la variante Delta il vaccino in questione non sarebbe sufficiente. Sebbene la società stessa abbia annunciato un’ efficacia del 85 % contro un decorso grave della malattia, in realtà questa copertura sarebbe addirittura inferiore rispetto a quella contro il virus agli esordi della pandemia.

Ecco perché ora si sollevano pareri a favore di una vaccinazione eterologa, esattamente come già suggerito con l’AstraZeneca, la seconda dose con mRNA è stata caldamente raccomandata dalla commissione vaccinale. Anche il Dr. Andreas Radbruch, immunologo scienziato direttore del “Deutschen Rheuma-Forschungszentrums Berlin” trova che la seconda dose con il mRNA rafforzerebbe drasticamente l’efficacia immunologica del paziente.

 

TRADUZIONE DI LUCIANA LICARI

 

 

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