Uscire dall’immaginario tossico del mainstream. Smettiamo di diffonderlo, subito!

La guerra che da quasi due anni è stata dichiarata unilateralmente dai potentati ai danni del popolo (quantomeno di quello che ha la colpa di essere desto) è prevalentemente una guerra di suggestione. Che utilizza dunque principalmente tecniche di propaganda e leve psicologiche. Certamente, molte suggestioni si traducono anche in azioni, cosa che rende ancora più grave e inquietante lo stato della nostra democrazia. Ma spesso anche quelle azioni sono il risultato di un lavorio più sottile che possiamo interrompere solo rendendocene davvero impermeabili.

In questi mesi è stato affermato più volte, da più parti, che l’unico modo per uscire dall’emergenza sarebbe stato spegnere la TV e generalmente ignorare il messaggio dei mass media; può apparire come una soluzione semplicistica, ma non lo è se ne valutiamo le implicazioni più profonde e agiamo di conseguenza.

Quotidianamente infatti capita di imbattersi in centinaia, migliaia di post che sui social diffondono la “verità” dei media ufficiali. E mi riferisco a profili di persone mosse dalle nostre stesse preoccupazioni… Lo fanno, certo, per criticarla, per metterla in ridicolo, ma è con questo stesso metodo di diffusione che i nostri avversari possono contare su un “effetto megafono” che è esattamente ciò che vogliono raggiungere.

Prendiamo ad esempio la più recente campagna di terrorismo mediatico riguardo alla supposta “quarta ondata” della pandemia: anche affidandosi ai numeri, ai parametri e alla narrazione ufficiale un ritorno dei lockdown da qui a Natale appare altamente improbabile per non dire clamoroso.

Perché allora i media strillano già da tempo riguardo a questa possibilità, guarda caso proprio per Natale?

1) Per proseguire il progetto di divisione sociale in atto creando ulteriori attriti tra benedetti e renitenti (I non vaccinati esclusi dai cenoni familiari, etc…).

2) Per favorire attraverso l’allarme gli stessi effetti economici che le chiusure produrrebbero (si vedano le disdette per le vacanze natalizie, documentate dalle associazioni di categoria in questi giorni).

Tutto questo avviene anche in assenza di provvedimenti politici, ed avviene anche perché a tali sparate contraddittorie, sempre più iperboliche, si offre uno spazio. Persino tra coloro che dovrebbero aver compreso il giochetto.

Vi sono altre due ragioni per cui i media si comportano in questa maniera: la prima è che perseguendo una artata confusione il ricevente inizierà col perdere i riferimenti non essendo più capace di tenere l’iniziale punto dialettico. E inoltre lo “spararla grossa”, l’ospitare interviste e opinioni sempre più violente e farneticanti prepara il terreno secondo cui la decisione politica, per quanto sproporzionata, verrà accolta con una forma di sollievo da parte dei tanti che nel frattempo sono stati posti in stato di ansia dalle varie notizie.

Occorre dunque non fare da sponda a questa strategia, evitando in maniera scientifica di diffondere questa pericolosa spazzatura e concentrandosi sulla costruzione di una contro narrazione “in positivo”, che dunque prescinda dagli interventi del mainstream.

Si parla spesso di forme di disobbedienza civile o di sciopero bianco… Non è detto che non sia questa quella forse più decisiva!

ANTONELLO CRESTI

Antonello Cresti

Saggista, conferenziere ed agitatore culturale.
Si è laureato con lode in Scienze dello Spettacolo presso l’Università di Firenze.
Ha iniziato la sua attività artistica come musicista, animando vari progetti e producendo numerosi album.

Ha già pubblicato undici libri, usciti con varie case editrici, dedicati a musica underground, cultura britannica, esoterismo, controcultura.

E’ ideatore di un film e di un documentario, entrambi a tematica musicale.

Collabora con numerose testate giornalistiche nazionali tra cui CulturaIdentità e Optimagazine.

E’ fondatore della Convenzione degli Indocili, una rete trasversale di intellettuali e creativi che operino in opposizione al Pensiero Unico.

E' Vicepresidente Nazionale di Ancora Italia

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