Increduli e poco convinti, non vogliono altro che tutto ciò abbia una fine:

“Voglio solo che finisca. Ecco perché mi vaccino”.

Inizia così il documentario tedesco Eine andere Freiheit (Un’altra libertà), un documentario di protesta contro le misure pandemiche e le vaccinazioni di massa, in cui i giovani spiegano cosa gli abbia spinti a vaccinarsi.

Nel film, girato dai registi Patricia Marchart e Georg Sabransky per una casa produttrice austriaca, interviene anche Til Schweiger famoso attore, autore e regista, che si aggiunge alla lista degli artisti scettici alla politica di contenitmento del Covid-19.

Il trailer con un pezzo inedito del film lo potete vedere qui:

Schweiger si unisce al coro di celebrità che cn sempre maggiore frequenza parlano pubblicamente delle misure, delle restrizioni ai diritti fondamentali e della divisione nella società imposta dai media e dalla politica, prendendo posizione contro alla vaccinazione per i più giovani.

Schweiger, infatti, nel video dice:

«Per i bambini la pericolosità di una tale vaccinazione, ancora in fase sperimentale, è molto più alta del virus stesso.  Ecco perché penso che sia terribile».

Oltre a descrivere il virus come “assolutamente innocuo” per i bambini, ha aggiunto che

«l’altro aspetto preoccupante è questo cambiamento di leggi che hanno più o meno messo in pausa la nostra costituzione. La gente viene praticamente ricattata o sedotta da questo – dicendo: ti restituiremo alcuni dei tuoi diritti fondamentali ma poi potrai viaggiare di nuovo, oppure i bambini potranno andare di nuovo a trovare la nonna senza paura».

Il regista ha anche spiegato il retroterra personale da cui è nato e si è sviluppato il progetto del film:

“Prima di tutto devo dire che in generale non sono affatto contrario alle vaccinazioni. I miei figli sono tutti vaccinati. Mi sono anche fatto vaccinare contro l’influenza ogni anno, finché a un certo punto ho scoperto che non aiutava molto, tranne che  l’industria farmaceutica. All’epoca ho fatto vaccinare tutti i miei figli – e me stesso ovviamente – contro l’influenza suina. Con il risultato che una delle mie figlie ha contratto  la narcolessia […] Poi l’abbiamo portata al laboratorio del sonno ad Amburgo. […] E ad un certo punto ho scoperto che era collegato a questa vaccinazione. Certo, per me è stato terribile. All’epoca non mi informavo, credevo a tutto questo, che una pandemia enorme e mortale si stava avvicinando a noi e volevo proteggere i miei figli. Con il risultato che ho fatto del male a una delle mie figlie. Non mi perdono davvero per questo”.

Si parla troppo spesso di “obbligo” e di “libertà”. Si parla molto meno di ciò che è stato tolto ai più giovani.

I ragazzi che spiegano le loro motivazioni sull’iniezione tanto discussa, si sono vaccinati di propria iniziativa? Ragazzi di 16 anni che lottano ogni giorno con l’altalena delle loro emozioni e le proprie incertezze, possono davvero decidere in tutta serenità se farsi vaccinare?

LUCIANA LICARI