Sto scrivendo dalla prigione … ma va bene. Sono stato in prigione prima. Nel 2021, ho avuto due restrizioni da parte di Facebook, una volta per aver pubblicato la probabile origine del COVID-19 da Wuhan e per aver detto che le mascherine  e i lockdown hanno fatto più danno della malattia. Risultato:  trenta giorni di blocco ogni volta. Ma l’attuale blocco è arrivato a sorpresa.

Domenica, ho pubblicato in maniera umoristica  una strofa di una poesia di Hilaire Belloc, grande autore inglese e membro del Parlamento. Il titolo è “Epitaffio sul politico” e descrive come sia triste il poeta nel vedere il politico corrotto che muore di cause naturali quando invece sarebbe dovuto essere impiccato per corruzione. Un amico mi ha chiesto chiarimenti sulla poesia, cosa non fuori dalla norma per una poesia, ed io ho semplicemente risposto alla domanda .

In pochi secondi il mio account è stato limitato, e ho ricevuto l’avviso anch’esso a me familiare di una sospensione di 30 giorni dai megalomani di Menlo Park. Non c’è stato tempo di segnalarlo, o di mostrarlo ad un essere umano perché potesse essere rivisto.

Questo è stato un atto della famosa intelligenza artificiale di Facebook, nota ai suoi utenti come algoritmo, o bot o  minions di Blinky. Il sistema ha registrato un riferimento all’indicazione e lo ha segnalato immediatamente. Non ha riconosciuto che questa era una  discussione letteraria, che prendeva in esame una vecchia poesia da parte di un parlamentare inglese.

Il sistema non ha modo di distinguere tra l’accenno al suicidio o al linciaggio e una discussione che nasce da una  legittima punizione capitale  a seguito di una condanna. Il sistema non ha modo di dire se si stava invocando, o qualcun altro lo stava invocando, o anche come in questo caso, due moderni fan di poesie stavano discutendo animatamente dei personaggi inventati di una poesia vecchia di anni e anni.

Anche se il signor Belloc avesse avuto qualcuno in mente quando ha scritto la poesia, quella persona non solo non aveva un nome ma aveva anche 110 anni. Ma il sistema non può dire la differenza, né non è interessato a farlo, perché Facebook – la società ed i suoi esecutori umani – hanno deciso di applicare  un unico standard al mondo, indipendentemente dal fatto che Facebook possa distinguere tra fiction e saggistica, tra dichiarazioni  gravi e sarcasmo.

Quindi, pubblichi a tuo rischio e pericolo.

Riflettendo però sul crimine e sulla pena che ho ricevuto non posso fare a meno di pensare a situazioni simili. Se una scuola pubblica o una caffetteria è in una zona in cui le pistole sono proibite, allora tutto ciò che sembra una pistola è bannato; la polizia può essere sgradita a meno che non lasci le sue armi in macchina, e gli studenti possono essere sospesi o espulsi se modellano qualcosa a forma di pistola. Se una scuola ha una politica per non fumatori, i bambini possono essere puniti perché hanno caramelle a forma di sigarette, e solo perché sembrano sigarette.

Se un team chirurgico in una sala operatoria, nel praticare incisioni su un essere umano malato, indossa maschere nella speranza di proteggere il malato contro l’infezione, allora obbligare tali maschere su persone che camminano in un parco, che guidano da sole in macchina,  o se ne stanno sedute in ufficio appare una cosa parimenti sensato. Se un piano di welfare, come la casa popolare, il cibo e le cure mediche, ha senso per l’anziano e il povero, allora ha altrettanto senso dare lo stesso servizio a tutti, indipendentemente dall’età, dalla condizione e persino dalla cittadinanza.  Ciò che è buono e giusto per un veterano novantenne della seconda guerra mondiale che vive a Chicago, dovrebbe essere buono e giusto anche per dei venezuelani che hanno fatto autostop per diversi stati per arrivare qui. Ditemi altrimenti perché no?!

La gente dell’Arizona e della California ha frequenti carenze d’acqua. Ma se acquisti un flessibile della doccia  o una toilette in Michigan, nel cuore dei Grandi Laghi, quel prodotto deve essere progettato con un marchingegno che limiti l’uso dell’acqua. È la legge federale, si applica quindi a livello nazionale, indipendentemente dal fatto che tu viva in costante siccità o risieda in una pianura alluvionale.

Vento e luce solare sono gratuiti; quindi usare mulini a vento e pannelli solari per alimentare la casa colonica in una zona soleggiata e ventosa potrebbe essere economicamente efficiente ed avere anche un senso … ma il governo federale ora è fissato con sole e vento come se fossero la panacea a tutti i mali e dovessero imporre l’uso di questi due mezzi persino  in zone dove sono carenti.

Alcune sono scelte di sindacati e associazioni,  altre decreto dei consigli scolastici. Alcuni sono il capriccio senza senso dei sindaci e dei governatori, alcuni sono l’orribile normativa delle burocrazie federali. Ma ciò che hanno in comune è una mancanza di buon senso, una mancanza di comprensione che le circostanze particolari differiscono l’una dall’altra, quindi ogni situazione richiede una valutazione a sè. Discriminazione:  questa è una parola trigger, al giorno d’oggi, non è vero? Discriminazione. Almeno due generazioni sono state allevate nella convinzione che la discriminazione sia il male assoluto. E certamente, alcuni tipi (come antisemitismo o cieco bigottismo razziale) possono esserlo. Ma il senso della parola di per sè è semplicemente l’atto di distinguere tra casi diversi e giudicare ciascuno di conseguenza. Discriminazione – giudizio sensibile e accurato, basato sui fatti – è fondamentale nelle nostre vite personali ed è più importante che mai nell’arena politica.

La sfida in America e Occidente – per almeno due secoli – è stato tra mercati liberi e pianificazione centrale. I sostenitori del secondo – ovvero coloro che sostengono la sovra regolazione  ad ogni livello – sono responsabili del degrado del più grande sistema economico e sociale in atto nella storia umana.

Ci sono momenti in cui indossare una mascherina  ha senso, e momenti in cui non lo ha. Ci sono momenti in cui i regolatori d’acqua hanno senso, e tempi in cui invece non ne hanno e sono sciocchi. Ci sono volte in cui il sistema del welfare è generoso e dà dignità, e momenti in cui invece distrugge il tenore di vita di intere nazioni. L’individuo può e dovrebbe prendere la maggior parte di queste decisioni, al livello più locale possibile.

Una società prende decisioni per la propria gestione e i propri prodotti. Un ospedale prende decisioni per le proprie sale operatorie. Un individuo prende decisioni per la propria vita. Quando la pianificazione centrale prende  decisioni cattive, i suoi sostenitori ci dicono che questi errori sono solo l’eccezione. Il messaggio non detto è che “il socialismo non è stato messo in atto bene, tutte quelle altre volte”. Ma non sono l’eccezione. La pianificazione centrale commette errori perché più grande è la scala, più differenze ci sono – più idiosincrasie, più punti dati ci sono. Più grande è l’organizzazione , più impossibile diventa per chiunque, o per qualsiasi politica, prendere tutto in considerazione e prendere le decisioni giuste. Siamo tutti molto più sicuri se seguiamo i consigli dei padri fondatori e lasciamo prendere decisioni fino alle persone. I singoli cittadini sovrani.

La politica a controllo centralizzato non funziona. Ricorda l’Unione Sovietica. La centralizzazione non funziona negli elettrodomestici. Ricorda il tuo bagno con lo scarico a risparmio d’acqua.  La centralizzazione non funziona nemmeno nei social media. Pensa  all’ultima volta in cui Mark Zuckerberg ti ha messo in galera per aver usato del sarcasmo.

di John F. di Leo, traduzione Martina Giuntoli

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