Ci aveva messi in guardia il marxista Amedeo Bordiga dal fatto che ben presto l’antifascismo sarebbe divenuto in Italia “l’ultimo mito borghese”. Ugualmente affilata era stata la critica di Pasolini sul cosiddetto “fascismo degli antifascisti”. Ciò nonostante forse nessuno poteva immaginare cosa ne sarebbe stata della ideologia resistenziale in mano ai nuovi chierici del potere. Una melassa retorica indistinta, in cui parole vuote celano azioni che sono totalmente all’opposto.
I TRADITORI DEL 25 APRILE
I distruttori della sovranità nazionale, coloro che ci hanno fatti piantonare sotto casa per una pandemia creata ad uso politico e molto altro blaterano senza vergogna di “liberazione” e “lotta nazionale”.
Talmente ipocriti da avere scelto come loro simbolo una canzone, “Bella Ciao”, che mai nessun partigiano cantò durante la Resistenza. Alterare la storia facendone un brand pubblicitario è la loro specialità.
Evidente è che sotto queste premesse celebrare la Liberazione dal nazifascismo non solo non ha alcun senso. Rappresenta semmai persino un insulto a chi durante quegli anni perse la vita.
Benché i padroni del discorso abbiano fatto un feticcio della parola “resistenza”, esistono in questo Paese tuttora uomini e donne che non si sono arresi e che – umilmente – tentano di darle un senso, contrapponendosi a mani nude ad un potere totalitario senza volto: quello del neoliberismo.
IL POTERE DOMINANTE
Un potere che utilizza sistematicamente la censura: lo dimostra il caso di quei “partigiani dell’informazione” vilipesi o addirittura incarcerati, come Assange. Un potere che “ripudia la guerra”, tanto da finanziare ripetutamente l’invio di armi ad una nazione straniera, rifiutando ogni mossa diplomatica.
Un potere talmente “liberale e libertario” da non esitare a parlare di “assembramenti”, “coprifuoco” ed altro lessico militaresco-totalitario non appena se ne è creata l’occasione.
Un potere che disprezza talmente la sovranità e l’indipendenza del nostro Paese, da averlo immediatamente venduto ad un altro padrone, stavolta identificato con la bandiera a stelle e strisce.
UN 25 APRILE AL TEATRO FLAVIO DI ROMA
Per chi non ha voglia di mischiarsi con questi traditori della patria, ma non per questo intende negare il valore simbolico di una data come il 25 Aprile, l’appuntamento è a Roma al Teatro Flavio, dalle ore 15 in poi.
Interverranno sul tema Fabio Massimo Vernillo, Paolo Pace, Antonio Di Siena, Pasquale Belmonte, Gilberto Trombetta, Guido Cappelli, Fulvio Grimaldi, Marco Rizzo, Francesco Toscano, Alberto Lombardo ed anche il sottoscritto.
E verranno raccolte le firme per il referendum contro la guerra, dimostrazione tangibile e trasparente che ancora oggi si può e si deve resistere.
ANTONELLO CRESTI
Vicesegretario Nazionale AISP

















