Il prof. Uberto Crescenti, già magnifico rettore dell'Università D'Annunzio di Chieti-Pescara, smonta una serie di luoghi comuni veicolati dalla grande stampa innamorata di Greta Thunberg. "Il riscaldamento globale non dipende dall'attività dell'uomo né dall'aumento dell'anidride carbonica. Non esiste nessuna prova scientifica che lo dimostri"

Il professor Uberto Crescenti, già magnifico rettore dell'Università D'Annunzio di Chieti-Pescara, ha recentemente messo in discussione il catastrofismo climatico, sostenendo che questo fenomeno serva principalmente gli interessi dell'alta finanza. Crescenti afferma che il riscaldamento globale non è attribuibile all'attività umana né all'aumento dell'anidride carbonica, e sottolinea l'assenza di prove scientifiche a sostegno di tali tesi. Secondo lui, il clima è sempre cambiato nel corso della storia, anche in assenza di emissioni di gas serra, e i dati storici dimostrano che le temperature sono state superiori a quelle attuali senza che si siano verificate catastrofi ambientali.
Il professore critica aspramente le affermazioni dell'IPCC, l'Intergovernmental Panel on Climate Change, accusandolo di ignorare eventi climatici storici significativi come il periodo caldo medievale. Crescenti sostiene che durante quel periodo le temperature erano superiori di 1-3 gradi rispetto ad oggi, eppure non ci sono state conseguenze disastrose per l'ambiente. Queste affermazioni si inseriscono in un contesto più ampio, dove Crescenti e altri scienziati, che condividono la sua visione, hanno redatto un libro intitolato “Clima: basta catastrofismo”, nel quale si propongono alternative alle narrative prevalenti sul cambiamento climatico.
Un altro punto cruciale del discorso di Crescenti riguarda il mercato delle emissioni di carbonio, che egli definisce come un meccanismo attraverso il quale l'alta finanza trae profitto dalla crisi climatica. L'accusa è che il catastrofismo climatico alimenti un'industria fiorente legata alle energie rinnovabili, creando opportunità economiche per alcuni a scapito di altri. Crescenti evidenzia come, nonostante le preoccupazioni per il riscaldamento globale, i dati storici mostrino che l'aumento della temperatura non è necessariamente correlato all'aumento dell'anidride carbonica nell'atmosfera.
Inoltre, Crescenti denuncia un clima di censura nei confronti di chi esprime opinioni contrarie al mainstream scientifico sul cambiamento climatico. Sostiene che molti esperti, tra cui il professor Antonino Zichichi e il premio Nobel Carlo Rubbia, sono stati messi da parte o non invitati a partecipare a dibattiti pubblici, mentre le voci più allarmiste ottengono maggiore visibilità. Questa situazione, secondo Crescenti, crea un ambiente in cui la scienza viene politicizzata e manipolata, allontanando il dibattito da un approccio realmente scientifico e razionale.
In conclusione, le affermazioni di Crescenti pongono interrogativi significativi sulla narrazione dominante riguardo al cambiamento climatico e sulle motivazioni che la sostengono. Mentre il dibattito continua, è evidente che le posizioni critiche come quelle di Crescenti richiedono un'analisi attenta e una considerazione più ampia delle variabili storiche, scientifiche ed economiche che influenzano il nostro clima e le politiche ambientali.
Visione TV non ha investitori né sponsor. Esiste solo grazie ai sostenitori. 25€ al mese — meno di un caffè al giorno — per garantire un'altra settimana di lavoro indipendente.
★ Diventa sostenitore












Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

