Brutte notizie arrivano dalla Germania, per gli europei ma stavolta anche per i tedeschi.

Il neo ministro delle finanze teutonico, il liberale Christian Lindner, ha infatti esordito con una dichiarazione raggelante, e cioè che le “Le riforme attuate dalla Grecia ai tempi della crisi? Sono un modello che anche la Germania potrebbe presto seguire”.

Dichiarazione che ha dell’incredibile se consideriamo che gli effetti dell’austerità sulla Grecia sono stati socialmente devastanti ed economicamente fallimentari, avendo distrutto un terzo del pil ellenico e accresciuto a dismisura il debito pubblico greco, al punto che tutti, compreso il Mes e la Commissione Europea hanno poi fatto mea culpa per la “cura” inflitta alla Grecia.

Qualche dato può aiutare a capire meglio i risultati delle politiche imposte dalla Troika in Grecia. La disoccupazione è oggi al 21%,  il più alto tra i paesi dell’UE. Circa la metà dei giovani sotto i 24 anni non ha un lavoro, come anche gli over 50, tra i più colpiti dalla crisi. Negli ultimi anni i salari dei lavoratorin sono diminuiti fino al 40% ed oggi lo stipendio medio di un dipendente del settore privato non supera i 500 euro, mentre la contrattazione collettiva è stata abolita per legge. Le pensioni sono state tagliate di continuo con una riduzione tra il 40 e il 60%, ed oggi un pensionato in Grecia prende  meno di 700 euro mensili. Il potere di acquisto delle famiglie elleniche è diminuito di un terzo, ed il rischio di povertà e di esclusione sociale riguarda oggi il 35% della popolazione.

Insomma in Grecia abbiamo assistito a un disastro sociale di proporzioni bibliche, più severo e duraturo di quello causato dalla maggior parte delle guerre, ma nonostante questo il debito pubblico, che è l’elemento principale su cui viene valutata la stabibilità finanziaria degli Stati, non solo non è sceso ma durante i 10 anni di cura è costantemente cresciuto, come è successo anche in Italia durante gli anni della cura Monti, ed oggi ha superato il 200% del Pil.

Ora quello stesso approccio, che ha messo in ginocchio la Grecia, viene proposto persino per la Germania.

L’austerità quindi non è uscita di scena, come gli euro-entusiasti di casa nostra giurano, è solo temporaneamente sospesa, ma i trattati sono ancora tutti li e in molti tra i Paesi “frugali” del nord attendono con ansia il ritorno della disciplina di bilancio.

L’Italia, il cui debito pubblico con la pandemia è schizzato sopra il 150% è avvertita.

ARNALDO VITANGELI

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